Maxy Day tour di 1 giorno alle Orkney (IV parte)

l’epilogo del nostro maxy day tour alle isole Orcadi

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Questo articolo riguarderà l’ultima parte della nostra giornata meravigliosa trascorsa sulle Isole Orcadi. La prima in assoluto della mia vita e certamente non sarà l’ultima! Abbiamo idea di tornarci ma di fermarci almeno 2 o 3 giorni, perchè vale onestamente la pena girare quest’isola in assoluta libertà e con tutto il tempo a disposizione. Spero presto e spero con il sole, ma comunque andrà, sarà bello ugualmente. Le Orcadi sono meravigliose, una parte della Scozia che non avevo immaginato selavaggia e incontaminata e che, se possibile, mi è rimasta nel cuore più di tutto il resto! Un angolo di assoluto paradiso, mi sono sentita viva, libera, serena e spensierata. Sono stata letteralmente contagiata dall’accoglienza e del senso di pace che gli isolani mi hanno trasmesso come se fossi parte di quei paesaggi da sempre!

Se vi siete parsi le prime parti, cliccate nei seguenti link, per leggere tutto il reportage del Maxy Day Tour Orkney Island

Maxi day Tour di 1 giorno alle Orkney (I parte)

Maxi day Tour di 1 giorno alle Orkney (II parte)

Maxy day tour di 1 giorno alle Orkney (III parte)

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Inizia la magia della visita

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La prima tappa è The Mystical Ring of Brodgar (o Brogar?), che insieme ad altri monumenti di interesse preistorico si trova nella parte del Mainland occidente. Lungo la strada per Scara Brae si trova questo ampio cerchio di Menhir alcuni dei quali sono alti più di 5 metri. Si trova su un piccolo istmo di terra tra i Loch Stenness e Harray. L’interno dell’anello di Brodgar non fu mai completamente scavato, nè è certa la sua costruzione, ma si ritiene che fu eretto tra il 2500 ed il 2000 avanti Cristo e quindi quasi contemporaneo al più famoso Stonehenge. Vederlo coi vostri occhi sarà particolarmente suggestivo. Costruito in un vero cerchio, largo circa 104 metri era composto originariamente di 60 magaliti di cui oggi solo 27 ne rimangono in piedi. Nessuno ancora sa come, perchè furono eretti e a che cosa fossero destinati; alcuni ritengono che fosse un santuario religioso, altri un osservatorio astronomico per l’equinozio ed il solstizio.  

A breve distanza a est dell’anello Brodgar c’è la solitaria pietra in piedi, conosciuta come la pietra cometa. Oggi interamente patrimonio dell’Unesco, per la sua importanza storica e geologica (sono possibili visite guidate delle Orcadi archeologiche su prenotazione). L’Historical Scotland che oggi lo preserva e lo gestisce ha deciso di utilizzare il nome Brodgar nei suoi materiali publiciari, ma non è chiaro come la parola originaria sia stata cambiata nel corso dei secoli, sia per l’influenza delle lingue celtica/gaelica/vichinga sia per la pronuncia degli isolani stessi.

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I menhir del ring of brodgar si ergono lì imponenti e silenziosi, immobili nei secoli se pur levigati da essi, sotto il cielo di Scozia e ti guardano, come giganti silenziosi. Siamo rimasti li per un pò a camminare, ascoltare il vento ed il canto degli uccelli. Erica soffice, terreno duro, profumo di storia, echi di vite passate sotto un cielo azzurro che incanta al solo volgere lo sguardo.

Sempre nei pressi il Menhir di Stenness, degli originari 12 ne restano solo 4

The Italian Chapel ultima fermata prima di prendere il bus e tirnare al porto, doce ci aspettava il nostro battello cge ci avrebbe riportati a John O’Groat. La Chiesa si trova sulla piccola isola di Lamb Holm, che è tutto ciò che resta di un campo di prigionia dove nella II guerra mondiale furono rinchiusi molti italiani, impiegati nella costruzione delle Churchill Barriers. Nel loro tempo libero i detenuti del campo 60 costruirono questa cappella, messaggio di pace per il mondo intero, usando solo rottami, scarti ed un pò di cemento. Le opere principali si devono a Chiocchetti (pittore) e Palumbi (abile fabbro autore della cancellata e si pensa del cuore inciso a terra). Chiocchetti trasformò due baracche in una chiesa vera e propria e rimase per terminare i lavori anche quando molti prigionieri tornarono a casa finita la guerra e tornò dopo 15 anni circa per eseguire lavori di restauro, perché la chiesa seppure tanto amata dagli abitanti delle isole si stava deteriorando. Chiocchetti amava le Orcadi così come i suoi abitanti e la loro meravigliosa ospitalità e dopo la sua morte la sua famiglia tornò sull’isola ed una messa da requiem fu celebrata in suo ricordo. 

La Cappella è in una location assolutamente unica, sembra uscire direttamente da un dipinto. Sola,  piccola ma imponente, mistica, affascinante e romantica, affacciata sulla Baia ed è un pò struggente nei sentimenti che ha suscitato in me!

Michael, la nostra guida, ci ha raccontato anche la storia del cuore inciso per terra, sotto al cancello in ferro. La storia  raccontaa che un prigioniero che fu impiegato nella costruzione della Cappella, si innamorò di una ragazza dell’isola. Il cuore sarebbe un pegno d’amore a lei, un ricordo che ha resistito al passare degli anni, un pegno per sempre, che rimase anche quando il prigioniero lasciò l’isola per tornare in Italia. Non ricordo se Michael ci disse anche il nome di quest’uomo che realizzò tale meraviglia.

il cuore ai piedi del cancello in ferro

Ultima ma non meno importante chicca del vostro viaggio alle Orcadi saranno le simpaticissime foche, le Atlantic grey seals. Farete molte soste sull’Atlantico e le sue insenature e se sarete pazienti, vedrete le nostre amiche nuotare, giocare o semplicemente sonnecchiare lasciandosi trasportare fiduciose e felici dalla corrente. Provate a chiamarle, a volte si girano .. ed i loro occhietti furbi e dolci, vi rapiranno!

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Clicca qui per leggere tutto il mio reportage sulle Isole Orcadi:

I parte

II parte

III parte

PS. Non dimenticare di mettere un like se l’articolo ti è piaciuto 🙂 Grazie

NB. © all right reserved Ale Carini (Ally Blue) “Scozia on the road – 50sfumature di viaggio”

 

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