Kilt no skirt! The Scottish Highland Dress, questo sconosciuto.

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Non si può dire Scozia, senza dire Kilt!!

In questo articolo scopriremo cos’è, da dove viene e come è diventato un simbolo riconosciuto in tutto il mondo, insomma perchè il Kilt è il vestito nazionale scozzese e qual’è il suo legame con i Clan.

Molte sono state le diatribe sull’attribuzione e l’appartenenza del Kilt. Naturalmente se chiedete a un irlandese vi dirà che il kilt era un vestito antico dell’Irlanda e che solo dopo è stato portato in Scozia come risultato delle migrazioni ed inoltre gli irlandesi dirannno che appartiene loro anche la cornamusa, il whisky e qualsiasi altra cosa scozzese! Se chiedete ad un inglese vi dirà che Thomas Rawlinson, un nativo inglese, inventò il kilt nel XVIII secolo!

Tenterò quindi di presentare in questo articolo alcuni fatti  che spiegano quando e dove si è sviluppato il kilt. La maggior parte delle informazioni sono tratte da: albanach.org, The Scottish Bannere, da tartansauthority.com. e dal libro “Old Irish and Highland Dress” di H. F. McClintock. Questo libro contiene molta più documentazione sull’origine primaria degli indumenti gaelici di qualsiasi altra fonte disponibile.

Sembra che non ci siano prove nei documenti, che attestino che il Kilt fosse stato in uso precedentemente in Irlanda. McClintock parla di un vestito irlandese precoce, ma nulla di ciò che viene detto fa pensare ad un kilt. Chi sostiene invece questa tesi farà riferimento alle tante sculture in pietra che si trovano sulle croci e sui monumenti in Irlanda, datate prima dell’XI secolo e sosterrà che le figure indossano i kilts. In realtà ciò che è rappresentato non è altro che una maglia francese o una tunica.

Un’altra fonte di confusione riguarda le numerose immagini dei soldati e dei cavalieri che indossano armature trapuntate, chiamate “actons” in scozzese (cotuns in irlandese). Queste altro non sono che  lunghe e pesanti tuniche che sono state trapuntate ed imbottite e che fungevano da armatura leggera. Spesso nelle incisioni la trapuntatura veniva raffigurata con linee verticali che scendevano lungo la tunica, ma non formano quello che conosciamo oggi come Kilt.

Se ci spostiamo nel tempo fino al XVI secolo,  troveremo, ancora una volta, rappresentazioni di uomini irlandesi che sembra indossino un kilt. Quello più conosciuto fa riferimento all’immagine di Derricke, pubblicata nel 1581, la quale mostra molte figure che indossano abiti con gonne pesanti e pieghettate che sembrano essere moderni kilts, ma in realtà sono “leinte” (tuniche). Quindi stando a quanto riportato nel manoscritto, non esiste da nessuna parte una prova solida per sostenere che il kilt sia stato indossato precedentemente in Irlanda.

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riproduzione di modelli di kilts nei secoli

Nel testo di McClintock si parla per la prima volta del vestito delle Highland scozzesi a partire dal 1093. Egli cita un documento chiamato “Magnus Berfaet saga”, nel quale il re Magnus parte per  le isole occidentali della Scozia e adotta l’abito che lì aveva trovato, ma anche volendo citare questo documento, non ci sono in realtà prove effettive che si trattasse di un precoce kilt. Spesso si vuole vedere un legame, dove questo però, non è fondato sui fatti reali. Sembra infatti che non vi siano prove che suggeriscano l’uso di qualsiasi forma di kilt in Scozia nel periodo precedente il XVI secolo.

Il tipo di kilt che iniziamo a vedere a partire dal XVI secolo è chiamato “feilidh-mòr” che sta per “grande involucro” o “grande kilt”. Il  filleadh mhòr era un abito versatile che aveva una varietà di funzioni, infatti era usato come un mantello, una tenda, un letto e, se ripiegato in modo corretto, poteva anche essere utilizzato per trasportare oggetti su una persona. I riferimenti a questo tipo di indumento, come descritto dal Vescovo Lesley,  arrivano fino al 1578. Un altro documento di questo periodo che viene spesso citato per descrivere quello che sembra il kilt è il “Rerum Scoticam Historia” di George Buchanan pubblicato nel 1581. In questo documento si attesta il fatto che i plaid sono stati utilizzati come protezione dal clima e come una forma di camuffamento ed anche come un modo di vestire. Ma non parliamo ancora di kilt, perchè non viene descritta nessuna forma di piegatura o di cintura. 

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One of the earliest depictions of the kilt is this German print showing Highlanders in about 1630

La verità è che di queste caratteristiche, si parla in un solo un documento di fonte irlandese, risalente a partire dal 1600 e nel quale viene descritto senza dubbio un plaid a cintura, ovvero quella che è stata la prima forma del kilt. “Nella vita di Red Hugh O’Donnell” scritta in gaelico da Lughaidh O’Clery, leggiamo di un gruppo di mercenari provenienti dalle Ebridi scozzesi, assunti da O’Donnell nel 1594. Questi uomini furono distinti dagli irlandesi proprio per la differenza negli abiti con cintura, nelle loro abitudini e per la loro lingua. Qui ritroviamo la prima descrizione definitiva della cintura che viene indossata all’esterno del mantello. Ed è chiaro, che non era un modo di vestire irlandese ma era caratteristico degli scozzesi tra di loro. Potrebbe essere possibile che il plaid a cintura sia stato indossato o sviluppato prima di questa descrizione, ma il fatto è che questa è la prima prova che abbiamo della sua esistenza.

Una delle prime illustrazioni di qualcuno che indossava un plaid a cintura è di Hieronymus Tielssch e appare in un libro di viaggio del primo decennio del XVII secolo.

Come si indossa il Kilt? La verità è che nessuno ne ha idea perchè quello che resta sono solo descrizioni scarse e le immagini delle persone che li hanno indossati. Da nessuna parte esistono istruzioni scritte e molto probabilmente gli scozzesi avevano una varietà di modi di indossarli a seconda del periodo di tempo, delle abitudini locali e delle preferenze personali. Ecco un modo!

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How to wear a great kilt (Public Doman Photo)

Una storia su come sia nato il moderno Kilt fa capo sempre ad un certo Rawlinson e alla sua fonderia e alle notizie che sono tratte da una lettera scritta nel 1768, dal Ivan Baillie di Aberiachan (su Loch Ness) e  dal lavoro sui “Costumi dei Clans” dei fratelli Stuart del 1845.

La versione del filleadh bheag (o feilidh-beag) ovvero “piccolo involucro”, si ritiene sia stata inventata dall’inglese Thomas Rawlinson. Secondo i racconti dei fratelli Stuart, poco dopo l’anno 1715, Rawlinson venne a Glengarry per gestire una fonderia di ferro. Iniziò ad indossare l’Highland dress e ebbe un gran da fare con esso. Un giorno lo andò a trovare un soldato che era anche il sarto del reggimento, chiamato Parkinson. Il signor Parkinson osservò uno dei lavoratori sedersi accanto al fuoco con il suo feilidh-mhor bagnato e fumante, così chiese il motivo per cui non si togliesse il mantello. Quando gli fu risposto che non era possibile perché era un tutt’uno, il signor Parkinson ebbe l’idea di separare le metà superiore da quella inferiore della veste. In due giorni Rawlinson indossava già il feilidh-beag e questo fu così d’impatto che lo stile fu  subito adottato dal capo dei MacDonells di Glengarry ed in questo modo, tale stile si diffuse. Naturalmente molti scozzesi contestano e dubitano che un sarto inglese  abbia contribuito a sviluppare il kilt! E infatti sembra che ci possano essere alcune prove che suggeriscono che il feilidh-beag era in uso qualche tempo prima di questo evento.

Una di queste prove potrebbe essere il ritratto di Kenneth Sutherland, dipinto da Lord Duffus nel 1700. Bob Martin, uno storico di kilt ed anche un rinomato artista è del parere che questo ritratto raffiguri un grande plaid indossato sopra un separato Feilidh-beag. McClintock, autore di Old Irish & Highland Dress, è del parere invece che Lord Duffus indossi un feilidh-mór . Capiamo bene quindi che gli storici non riescono a trovare una linea comune che li metta d’accordo tutti. Non c’è apparente motivo per dubitare della ben documentata storia di Rawlinson, ma nemmeno possiamo essere certi che il piccolo kilt non fosse già in uso prima di questa descrizione.

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Highland chieftain Lord Mungo Murraywearing belted plaid, around 1680.

Oggi il kilt rimane il simbolo tradizionale della Scozia e viene indossato durante lo occasioni speciali come i matrimoni, i raduni musicali e ovviamente durante gli highland games, oppure viene indossato durante le parate e gli eventi nazionali. Durante la Military Tatoo ne vedrete tantissimi e non solo indossati da chi vi partecipa, ma anche dagli spettatori che spesso arrivano ad Edimburgo per assistere a questo evento da tutto il mondo! Inoltre girando “on the road” per la Scozia, troverete tanti che ancora lo indossano abitualmente.

Ne esistono di varie tipologie: il Day Wear, semi-formal Dress, il Black Tie ed il White Tie e non tutti i siti nei quali ho fatto ricerche riportano le stesse.

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Troviamo le più antiche prove dell’attuale kilt, nelle descrizioni dei vestiti dei reggimenti dell’altopiano alla fine del XVIII secolo. In questo periodo il feilidh-mór era caduto in disuso ed il feilidh-beag non aveva la stessa utilità e versatilità del suo predecessore. E questo, secondo il parere di alcuni è il motivo per cui si è sviluppato il kilt su misura. Il cambiamento dal “grande involucro” al “piccolo involucro” avvenne a causa del cambiamento nello stile di vita e nelle abitudini delle persone che abitavano l’altopiano scozzese. L’indumento più piccolo è stato più efficiente ed efficace per un popolo moderno e industrializzato. Il più antico kilt su misura era del reggimento dei Gordon Highlanders, risalente al 1796 e documentato nel libro di Bob Martin “All About Your Kilt”.

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Esempi di evoluzione nei modelli di kilts nei secoli

Lo stile del kilt rimase variegato durante tutto il XIX secolo. Veniva piegato in modi differenti a seconda del gusto e dell’uso a cui era destinato e variava anche nella lunghezza e nella quantità di stoffa utilizzata per produrlo. Il coltello nel calzino è stato introdotto dal reggimento dell’altopiano di Gordon nel 1854. Un unico stile di piegatura del kilt è stato soprannominato il “Kingussie” e risale al 1820. Lo possiamo vedere esposto nell’Highland Folk Museum di Kingussie, in Scozia.

Quando Stuart R. Erskine scrisse nel 1901 “The Kilt and How to Wear It” ovvero il Kilt e come indossarlo, parlava proprio di un “nuovo” stile di piegare il kilt. Lo stile che descrisse fu poi conosciuto come il pleating to the set (“sett” sta per una abbreviazione di setting ovvero riguarda un’impostazione di piegatura o un modello del tartan). Oggi, questa è la forma più comune di piegatura per i kilts civili. I kilts militari continuano a essere piegati alla striscia,e rimane anche un’alternativa popolare per l’uso civile.

Si potrebbe scrivere davvero molto sul moderno abito scozzese e su tutte le modifiche che ha subito nel corso degli anni, ma rischierei di far dientare questo articolo ancora più lungo, di quanto non lo sia già. Lascio quandi a tutte le persone che ho incuriosito, libera scelta su dove e come approfondire questo discorso.

Vediamo come si compone oggi il moderno kilt e quali sono i suoi accessori:

Le creste: gli scozzesi spesso indossano le creste del loro Clan appuntate sul tartan in occasioni formali. Durante i matrimoni scozzesi è usanza comune che la spilla della famiglia che accetta il nuovo membro, sia attaccata al tartan del coniuge da parte di un membro della famiglia. Questo gesto simboleggia l’accettazione e l’unità delle famiglie.

Lo Sporran (o borsa): è la tasca attaccata alla parte anteriore di un kilt. Storicamente, è stato scritto poco sulla sporran, tuttavia la necessità di questa “borsa” è evidente. Nel telaio a cintura, anche se chi lo indossava poteva mettere a punto diverse tasche, nessuna di qeuste era molto sicura per portare piccoli oggetti preziosi come il denaro e le palle di piombo per i moschetti e pistole. Esse furono composte con nn’ampia gamma di disegni e spesso erano abbellite con bastoncini d’argento e nappe. La maggior parte erano fatte con pelli di animali come la lontra o la capra.

 

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La Giacca: I kilts scozzesi sono indossati con diverse giacche per occasioni formali e non. Per le occasioni formali, gli scozzesi indossano il loro kilt con una giacca nota come “Prince Charlie Jacket”. Una giacca Prince Charlie è tradizionalmente indossata con un gilet, un fiocco e una camicia a colletto. L’Argyle Jacket è una giacca scozzese meno formale, che è adatta sia per il giorno che per la sera.

Il cappello: Il Glengarry è il cappello scozzese tradizionale indossato con l’Highland Dress completo, ha un toorie (pom pom) in cima, e un disegno rosso e bianco a scacchi sul lato. Molti scritti menzionano il cappellino degli Highlanders, detto “Boineid”, che poi è stato chiamato “Tam o ‘Shanter”. Questo cappellino era fatto a maglia o di panno ed era indossato stretto intorno alla fronte e sciolto in cima con un pompom come decorazione. I cappelli erano principalmente azzurri ma anche marroni o grigi. Con il tempo diventarono più piccoli e furono conosciuti come il “Balmoral boinead” che talvolta aveva una fascia. La tradizione vuole che nell’esercito i Lowlander lasciavano che i nastri apparissero liberi, mentre gli Highlanders li legavano a formare un arco. Lo stile con cui veniva indossato cambiò negli anni, fino a creare un nuovo stile chiamato  Glengarry, quello attuale.

 

 

I Calzini e le scarpe: il vestito tradizionale in Scozia si indossa con calze alte fino al ginocchio “garters” con dei nastri che corrispondono al colore del tartan con il Ghillie Brogues sui piedi. Questi calzini sono di solito color crema. Non c’era inizialmente un elastico per mantenere alti i calzini e si narra che i Highlander più poveri usassero spesso il fieno o la paglia intrecciati attorno alla cima del loro calzino, per tenerlo in posizione. Per i più facoltosi però, c’erano i giarretti.

Le scarpe una volta non erano molto in uso, inizialemnte uomini e donne stavano scalzi, poi hanno iniziato a fare delle rudimentali scarpe con pezzi di animali e pelli, fino ad arrivare alle scarpe che si indossano oggi.

È anche tradizione in Scozia, collocare all’interno della calza sul lato della mano dominante, un piccolo coltello chiamato Sgian-dubh.

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La Cintura: Una cintura di pelle di Highlander era di solito fatta di pelle di mucca ed era larga 80-100 mm con una fibbia in ottone o in argento. Si racconta che durante i lunghi viaggi, gli Highlander, se privi di cibo, stringessero la cintura per sentire meno fame. Alcune cinghie si dice fossero molto decorate con ornamenti d’argento mescolati con la pelle come a formare una catena. Più si era economicamente benestanti più il valore di questa cintura aumentava.

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Esempio di come era composto un kilt

E le donne scozzesi, cosa indossavano? Esiste un abito tradizionale simile al kilt? L’abito delle donne è anche esso basato sul tartan del clan; quello di nascita se celibe o quello del clan del coniuge se si vuole, dopo il matrimonio. Tradizionalmente le donne indossano gonne in tartan lunghe fino alla caviglia, insieme ad una camicetta e una giacca coordinata a colori. Possono indossare anche un “earasaid tartan”, ovvero un scialle od un tonnag (scialle più piccolo), che normalmente viene appuntato con una spilla. Le scarpe da donna, chiamate “ghillie” sono sottili e pieghevoli con una varietà di suola e tomaia tagliate da un pezzo di cuoio, che oggi sono utilizzate soprattutto per eventi e danzare al chiuso.

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“Matheson”. A plate illustrated by R. R. McIan, from James Logan’s The Clans of the Scottish Highlands, published in 1845.

Cosa indossano gli scozzesi sotto il Kilt? Non ditemi che non ve lo siete mai chiesti o che non siete mai stati curiosi, mentre eravate in viaggio in Scozia, di alzarne almeno una volta uno e rispondere finalmente a questa domanda: è verso che sono nudi sotto?? 

Se è vero che la tradizione vuole che non si indossi biancheria intima sotto il kilt, vediamo di capire com’è nata questa usanza. Molti uomini degli altopiani scozzesi, non indossano niente sotto i kilt. La ragione principale sarebbe che indossarlo senza biancheria intima è incredibilmente confortevole, o così dicono! 🙂 La tradizione sembra che sia iniziata ai tempi dei reggimenti scozzesi delle Highland e che sia arrivata siano ai giorni nostri. Siete curiosi di sapere se la tradizione viene rispetatta ancora oggi? Solo kilt, calzini e scarpe?

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La connessione tra tartan, Clan e il Kilt

Cos’è il tartan? Il tartan è un particolare disegno dei tessuti in lana tipico delle Highland. Questo disegno è ottenuto con fili di colori diversi che si ripetono con uno schema definito, uguale sia nell’ordito che nella trama, denominato sett. L’armatura del telaio per tessere il tartan è la saia. I blocchi di colore si ripetono verticalmente e orizzontalmente in un modello distintivo di quadrati e linee che, intrecciandosi, danno l’apparenza di nuovi colori miscelati da quelli originali (troverete tante info sui vari tipi di tartan su Wikipedia). La parola “tartan” probabilmente deriva dalla parola francese tiretaine, la parola in lingua gaelica per tartan è breacan. Questa parola fu probabilmente introdotta in Scozia nel XVI secolo, quando Alba era da un punto di vista di dinastie, legata alla Francia. Il Tiretaine era un panno di lana-lana, e questa parola si riferiva al tessuto stesso, non ad un particolare tipo di design. È incerto il periodo nel quale il termine “tartan” è stato applicato al modello delle strisce note in America come “plaid”. La parola “plaid” viene dal termine scozzese “plaide”.

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Non si conosce l’origine esatta dell’uso di tessere la lana, con questo disegno nelle Highland ma, sicuramente è molto antico. Solo intorno al XVI secolo il tartan scozzese assunse le caratteristiche di oggi e diventò un simbolo di identità nazionale estremamente diffuso nel XVII e XVIII secolo.

La prova più antica che abbiamo sul tartan indossato in Scozia  è il Tartan Falkirk, così chiamato per la città in cui è stato scoperto. Questo piccolo campione di materiale noto come “plaid del pastore” sembra risalire a circa il 325 dC. Ma questo non significa che sia il più antico tartan noto nella storia. I recenti scavi in ​​Mongolia rivelano che la gente caucasica indossava abiti a forma di tartan che risalgono a oltre 5000 anni fa!

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Fino alla metà del XIX secolo, gli highland tartan erano associati a regioni e distretti piuttosto che ad uno specifico clan. Martin nel suo scritto A Description of the Western Islands of Scotland pubblicato nel 1703, scriveva che i tartan potevano essere usati per distinguere gli abitanti delle diverse regioni. La distinzione dei tartan in connessione alle diverse famiglie pare dunque un’istituzione moderna, originata dal fatto che i clan utilizzavano il tartan della zona dove erano presenti.  Infatti fino alla metà del XIX secolo, i tartan dell’altopiano erano solo associati alle regioni o distretti, piuttosto che a qualsiasi clan o territorio scozzese. Questo è dovuto al fatto che i disegni sono stati prodotti da tessitori locali per i gusti locali e di solito utilizzando solo i coloranti naturali disponibili nella loro zona.

Il Tartan fu indossato originariamente in Scozia come un abbigliamento alla moda, era tessuto a mano e ogni tessitore creava disegni unici basati sui colori disponibili. Alcuni colori erano più comuni in determinate regioni, ma non c’era niente che proibiva a chi potesse permetterselo di importare tessuti di coloranti diversi.

Nel XVI secolo, il tartan era diventato caratteristico dell’abito degli Highland. I Highlanders che parlavano Gaelico, indossavano un tartan di tonalità luminose e sfumate per mostrare la loro ricchezza e lo status. Al tempo delle ribellioni giacobite del XVIII secolo, la moda del tartan era diventata eccezionale. Il tartan sopravvissuto a questo periodo comprende colori molto vivaci come il giallo, il viola, l’oro, il verdi, l’arancione, il rosso, il blu, intrecciati in schemi sempre più intricati. Spesso più di un tartan veniva indossato contemporaneamente. Nel frattempo, nelle Lowlands, scialli di tartan erano indossati favorendo disegni più semplici, in bianco e nero. Quando il massacro a Culloden lasciò le forze giacobite in rovina, il tartan fu proibito. Non fu tanto il tartan ad essere stato bandito, ma piuttosto il tartan come simbolo dell’indipendenza scozzese. La fine delle ribellioni giacobite ha visto anche la fine del sistema dei clan in Scozia.

Ad oggi risultano più di 7000 varietà di tartan registrate. Troverete tutte le informazioni su diversi siti ufficili di: Scottish Tartans World Register; Scottish Tartan Autority (STA) o sul sito del Clan Tartan Centre di Edimburgo.

Potete trovare un registro dei tartan associati ai Clan anche qui.

Lo Scottish Register of Tartans è l’ente ufficiale per la registrazione dei tartan. Oltre ai tartan appartenenti ai Clan, esistono molte altre categorie di tartan registrati. Esiste anche quello della Famiglia Reale britannica ed in relazione a questo, c’è un curioso aneddoto nel quale si narra che il principe Carlo Eduardo Stuart, figlio di Giacomo II, dopo la sconfitta di Culloden si sia rifugiato in Vaticano e che qui morì da solo ed in pessime condizioni. Carlo Edoardo morì a Roma il 31 gennaio 1788, all’età di 68 anni, a causa di un ictus. Fu sepolto prima nella Cattedrale di San Pietro a Frascati, dove suo fratello Enrico Benedetto Stuart era vescovo. Alla morte di Enrico nel 1807, i resti di Carlo Edoardo (eccetto il suo cuore) furono trasferiti nella cripta della Basilica di San Pietro in Vaticano dove furono sepolti accanto a quelle di suo fratello, suo padre e sua madre. Il cuore è rimasto nella cattedrale di Frascati, dove è contenuto in una piccola urna sotto il pavimento sotto un monumento. Si narra che prima di morire però concesse agli italiani l’onore di poter vestire il Royal Stewart Tartan, il tartan reale scozzese. Quindi tecnicamente noi potremmo indossarlo davvero e con onore ed orgoglio!

I clan della Scozia hanno sempre dato e ancora danno alle persone di tutto il mondo un senso di unità. La parola infatti viene dal gaelico e significa “figli della famiglia”. Ogni Clan era costituito da un grosso gruppo di familiari congiunti e dai “Septs” che, spesso includevano membri di altre famiglie, quindi una grande famiglia allargata. Hanno spesso avuto una storia lunga e sanguinosa e probabilmente non si sono mai estinti proprio perchè, nel corso dei secoli, hanno sempre fatto sentire uniti i loro membri.

La loro esistenza sembra risale indietro fino al IX secolo. Infatti il clan MacGregor afferma di essere discendente del re scozzese Kenneth MacAlpin, diventato re dei Pitti nel 843 e che fondò il regno di Alba (la Scozia).

Sono strutturati in modo che i Capi del Clan siano ufficialmente registrati presso il tribunale del Lord Lyon, ed il King of Arms controlla l’araldica e lo stemma. Sono di solito identificati in aree geografiche, che originariamente sarebbero state sotto il controllo dei Capi del Clan. Spesso queste terre avevano un castello ancestrale o una casa padronale, molti dei quali sono ancora oggi occupati, dagli attuali Capi del Clan.

Per chi fosse interessato a vedere la mappa dei clan può andare sul sito scottish-clan.

Il declino dei clan sarebbe iniziato con la ribellione giacobita, quando il governo ha compiuto ripetuti tentativi di frenarli. Questa repressione è diventata brutale dopo la battaglia di Culloden nel 1745. Nel 1746  con l’Act of Proscription si attuarono ulteriori misure che limitano molto la libertà degli scozzesi, nella loro capacità di avere armi, di indossare il kilt, sulla loro cultura e anche la loro musica. Hanno anche rimosso l’autorità feudale di cui i capi avevano goduto, la mappa del clan della Scozia stava cambiando. Velocemente i loro capi furono incorporati nell’aristocrazia britannica e stavano perdendo i loro obblighi tradizionali nei confornti dei loro membri. A partire dal 1725 molti membri dei clan scozzesi avevano emigrato in America e questa situazione ragginse il suo culmine in un’emigrazione di massa conosciuta come l’Highland Clearances, che annullò il tradizionale sistema dei clan.

Uno dei più grandi sopravvissuti fu il Clan Cameron, che è anche uno dei più antichi.

La legge sul vestito che aveva vietato l’uso del kilt fu abrogata nel 1782, inoltre, la visita del re Giorgio IV in Scozia nel 1822 suscitò una rinascita di interesse in tutte le cose scozzesi.

Fu più o meno intorno a questa periodo che i clan cominciarono ad essere associati con i tartan del clan, dove prima i tartan erano collegati ai distretti invece che alle famiglie. Oggi l’interesse e le domande attorno alla loro storia hanno assicurato la loro sopravvivenza. Un segno moderno di fedeltà ad un clan e al suo capo è quello di indossare un distintivo, che comprende la cresta dei capi circondata da una cinghia e da una fibbia che porta il suo motto o il suo slogan.

Un altro dei clan più antichi e di maggior successo della Scozia è l’ Elliot Clan, che mostrò fedeltà al re Robert The Bruce. Un altro molto antico è il Robertson Clan che ha combattuto con il Re Robert the Bruce a Bannockburn.

I clan si riuniscono regolarmente e incoraggiano i loro membri, provenienti da diverse parti del mondo a riunirsi, assicurando forti legami sociali. Una riunione molto speciale si è svolta ad Edimburgo, nel giugno 2009 mentre noi eravamo lì in vacanza! The Gathering, che ha visto i membri di tutti i clan scozzesi riunirsi per l’Homecoming Scotland, per celebrare il 250° anno dalla nascita di Robert Burns, il poeta nazionale scozzese. Il Gathering è stato ufficialmente aperto da Sua Altezza Reale, il principe Carlo.

Storicamente un Capo del Clan poteva aggiungere membri semplicemente adottando altre famiglie e legalmente aveva il diritto di bandire chiunque, compresi i membri della propria famiglia. Oggi chi porta il cognome dei capi è considerato un membro del clan, e chiunque offra la sua fedeltà a un capo è considerato un membro del clan, a meno che il capo non si rifiuti di accettare la fedeltà di quella persona. L’adesione al Clan avviene attraverso il cognome, per cui i bambini che prendono il cognome del padre fanno parte del clan del padre e non della madre. Tuttavia sta diventando una pratica comune per le persone quella di rivendicare l’appartenenza anche al clan  della propria madre, semplicemente offrendo fedeltà al capo del clan in questione.

Qui trovate una bellissima mappa interattiva con tutti i clan scozzesi. Basta cliccare su quello che vi interessa ed avrete la sua storia e tante informazioni. 

E’ incredibilmente suggestivo girare per le strade e vederli passare per strada, hanno una fascino molto particolare e ti riportano in un attimo indietro nel tempo a momenti importanti e pieni di orgoglio!

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Tutte le foto presenti in questo articolo che non sono di mia proprietà sono state tratte da internet e sono con licenza libera.

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