Westray e Papa Westray: due perle delle isole Orcadi

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La Scozia rapisce i cuori di tutti quelli che la visitano tra nuvole e raggi di sole, che cambiano il paesaggio in modo repentino così come i sentimenti di chi lo guarda, passando da una tristezza gotico-romantica alla gioia più pura. E’ stato così anche per me, dal primo momento che l’ho vista! Senti le tue emozioni cambiare, così come cambiano le nuvole.

Le isole Orcadi sono considerate il miglior posto dove vivere in Scozia e si sono aggiudicate per diversi anni, la Palma del luogo più felice dove abitare, con la migliore qualità della vita. Io ci ho fatto un pensierino dopo esserci stata e voi? Lontani da tutto eppure così vicini, immersi nella più assoluta meraviglia tra paesaggi indimenticabili e natura selvaggia. Avanguardia teconologica e turbine eoliche a fianco di resti di villaggi di 5000 anni fa, come Scara Brae.

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Orcadi

Le Orcadi si trovano all’estremo nord ad un passo dalla Norvegia. I Vichinghi sbarcarono qui nell’VIII secolo, dalla penisola scandinava, mescolandosi con i Pitti. La storia delle Orcadi fu molto particolare (trovate alcuni riferimenti storici, nei miei precedenti articoli) e solo alla fine del XV secolo tornarono a far parte del regno di Scozia, quando vennero cedute in dote per il matrimonio fra Margherita di Danimarca ed il re Giacomo III.

La vita nella Mainland,  scorre ad un ritmo un po’ più simile a quello di una città, ma mai frenetico. Nulla che possiamo paragonare alle nostre capitali Europee o alle grandi città di oltre mare. Subito, appena arriverete, sentirete sulla vostra pelle il diverso scorrere del tempo, come se all’improvviso la vostra gioranta durasse più lunga, come se non foste più presi dalla morsa del fare e del correre tutto il giorno. E’ una sensazione unica che proverete un po’ in tutta la Scozia, ma molto di più in queste terre apparentemente isolate e selvagge. Il tempo di ferma e dell’orologio non avrete più bisogno, se non per ricordarvi di prendere il traghetto per tornare!

Chi vive qui sa che il tempo cambia molto da un momento all’altro della giornata o da un punto all’altro dell’isola. Quando siamo arrivati col traghetto sembrava che dovesse piovere per tutto il giorno, nubi ed un cielo grigio piombo ci avevano accolti, invece appena ci siamo spostati a Kirkwall, abbiamo trovato un magnifico sole, persone in tenuta estiva e bambini che giocavano per le strade.

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CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org

Papa Westray, o Papay come è chiamata dai suoi abitanti, si trova a circa 7km a nord dell’arcipelago, abitata da circa 100 persone (81 stando ad uno degli utlimi censimenti).

La vita qui è profondamente diversa da quella che si vive sul resto delle Orcadi e dalle nostre città: lenta, a contatto con la natura incontaminata e in attesa dei rifornimenti che arrivano un paio di volte la settimana con le navi. A pensarci bene rimanda dentro di me un senso strano, un misto tra curiosità ed un pò di timore. Forse è questo l’effatto che fanno le cose nuove e sconosciute.

La North Hill, che è la punta estrema di quest’isola, è popolata da pulcinelle di mare, gazze marine, urie, cormorani e tante altre specie di animali. La North Hill è una riserva naturale della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB). Molte specie di uccelli, anche rari, nidificano in queste zone. Troverete qui anche la primula scotica o Scottish primrose, un fiore tipico di questa area.

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Molti abitanti del luogo amano la pesca, che per molti di loro è un passatempo, per tanti altri proprio un lavoro. Sulla spiaggia si può andare alla ricerca dei molluschi, scrutando le maree, per trovare il momento migliore per pescarli. Mangerete un pesce come non ne avrete mai mangiato sull’isola, freschissimo e cucinato a volte, con antiche ricette, che risalgono a secoli fa, magari cotto sul fuoco ed insaporito con i fumi di alcune alghe che si trovano solo sull’isola!!

Un evento particolare che si celebra qui è il “Wednesday coffee morning”, ovvero un momento d’incontro della comunità, appunto ogni mercoledì mattina per colazione, durante il quale gli isolani si confrontano su ciò che succede a Papa Westray, raccogliendo fondi per la comunità. Anche i turisti sono i benvenuti, ed il ricavato verrà usato per sostenere i progetti della comunità.

In estate a queste latitudini, la luce dura quasi fino a mezzanotte con pochissime ore di buio e poi di nuovo si vedrà sorgere il sole! Tante ore a disposizione, più di 20 in alcuni periodi dell’anno, per spremere a pieno la vita sull’isola, prima che l’inverno spesso inclemente, getti un’ombra di buio su queste meravigliose isole, concedendo solo 4 o 5 ore di luce. Ma l’inverno se pur duro, passa in fretta e già agli inizi di marzo, pian piano, il sole riprenderà il suo dominio su queste terre incontaminate e ricche di storia e leggende. Se ne volete godere a pieno consiglio di visitarle dalla primavera all’estate, ma se siete alla ricerca dell’aurora boreale, qui come in tutto il resto delle Orcadi e del Nord della Scozia, nei mesi invernali, potrete essere molto fortunati e vederne di bellissime, se il cielo sarà dalla vostra parte.

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Credit: Lis Burke

A Papa Westray, potrete visitare i resti di Knap of Howar, risalenti al Neolitico, un gruppo di case ben preservato, tra i più antichi del Nord Europa, databile attorno al 3500 avanti Cristo. Il caseggiato era parzialmente sotterraneo ed era completato con un tetto. Sono state rinvenute delle ceramiche particolari, dalla forma rotonda, che hanno permesso di datare l’insediamento. Queste case sono state occupate da agricoltori neolitici per oltre 500 anni. Ci sono prove di allevamento pastorale di bovini, pecore e suini. Ci sono alcune prove della coltivazione di cereali e della raccolta di pesce e di conchiglie.

Secondo la tradizione, nell’ottavo secolo, il re dei Pitti, Nechtan, (che si convertì alla religione cristiana nel 715 dopo Cristo) tentò di sedurre una giovane donna, chiamata Triduana, la quale, in tutta risposta, si cavò gli occhi. Più tardi, la donna diventò badessa in un convento a Restalrig, attualmente parte della città di Edimburgo, e fu in seguito canonizzata come Santa Tredwell. Una cappella venne dedicata a lei sull’isola di Papa Westray e diventò ben presto sede di pellegrinaggio per le persone con problemi agli occhi.  I resti della Cappella di St Tredwell si trovano su un tumulo conico su una piccola penisola a St Tredwell’s Loch. Possono essere visti i resti delle mura tardive medievali, costruite sui resti dell’Età del Ferro, tra cui un tunnel sotterraneo che conduce ad un edificio circolare o broch. Le spesse pareti della cappella e le registrazioni dei lavori di trafilatura indicano la presenza di fondata. La cappella fu ridotta in maceria da William Traill intorno al 1880. Egli trovò sotto il pavimento della cappella, insieme a uno scheletro femminile, 30 monete di rame che possono essere datate a cavallo tra i regni di Carlo II e Giorgio III.

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CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org

L’isola è una delle cosiddette “Papey’s”, o “isole dei papar”. Che sia per questo motivo che i suoi abitanti la chiamano Papay?

Sull’isola si trova anche la chiesa parrocchiale del XII secolo, dedicata a San Bonifacio che è stata da poco ristrutturata ed è aperta per le visite, durante i mesi estivi. La chiesa si trova in un sito religioso del popolo dei Pitti, risalente al IX secolo o forse anche antecedente, che comprendeva anche la residenza di un vescovo. Alcuni resti di questo sito si possono trovare attualmente sulla spiaggia, ma sono stati pesantemente erosi dall’azione del vento e del mare. Alcune pietre lavorate rinvenute in quest’area sono state successivamente trasferite nel Tankerness House Museum di Kirkwall e nel Museum of Scotland di Edimburgo.

San Bonifacio incontrò il suo destino, durante la sua missione di convertire i Pitti al Cristianesimo. Egli stava diffondendo la sua rete di chiese e monasteri nel nord, nelle Ocadi e sulle Shetland.

Alcune camere sepolcrali del Neolitico sono presenti sulla piccola isola di Holm of Papay raggiungibile solo con imbarcazioni a noleggio privato al vecchio molo di Papa Westray per circa 25 sterline. Sono visitabili ed ancora in buono stato. La camera più grande, costruita in pietra locale, era utilizzata un tempo come luogo di sepoltura delle ossa dell’antica comunità dell’isola. È coperta da un tetto moderno e provvista di una apertura superiore. La struttura è visitabile in qualsiasi momento, ma la visita deve essere concordata privatamente con la cooperativa locale. Potrete vedere qui anche molte foche e animali marini. (credit di alcune notizie riportate: Wikipedia).

Papa Westray si può raggiungere con i traghetti della compagnia Orkney Ferries, che collegano Papa Westray con l’isola di Westray, in particolare con le cittadine di Pierowall e Rapness. Un analogo servizio di traghetti permette di giungerla da Kirkwall, sull’isola di Mainland. Vi sono, inoltre, regolari voli dal Papa Westray Airport a Westray e Kirkwall, ma controllate sempre perché se c’è mal tempo spesso i voli vengono annullati.

Il collegamento aereo da Papa Westray a Westray è noto come il volo di linea più breve del mondo, della durata di appena due minuti.

Arrivare a Westray per mare, invece, richiederà 25 minuti di traghetto. L’isola è raggiungibile via traghetto anche da Kirkwall (isola di Mainland), collegata alla località di Rapness. La traversata dura circa un’ora e mezza.

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Westray è definita la “regina delle isole” ed è quella più a nord-ovest dell’arcipelago e la seconda più estesa tra le North Isles; conta una popolazione di circa 600 abitanti. Mentre ci vivono circa 100.000 specie di uccelli marini ed animali!! Troverete scogliere maestose, fari e tutto quello che più affascina di queste isole pittoresche.

Il Centro principale dell’isola è Pierowall. Nel 2009, fu rinvenuta sull’isola la cosiddetta “Venere delle Orcadi” (Orkney Venus) o “Moglie di Westray” (Westray Wife), un piccolo manufatto risalente al Neolitico.

Troverete a Westray una galleria d’arte ed anche un’antica canonica perfettamente restaurata, che negli anni era andata in rovinata a causa dalle intemperie e dall’abbandono, ma che oggi è diventata un posto bellissimo che accoglie turisti, bambini e cani. Ci sono molti “potter” sull’isola, che fanno vasi stupendi utilizzando tecniche antiche e richiamando nei loro lavori i colori dell’isola o luoghi e simboli importanti!!

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Di Chris Bazley-Rose, CC BY-SA 3.0

Anche l’arte della gioielleria alle Orcadi ha una lunga tradizione, che ha fatto la fortuna di alcuni suoi abitanti.

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Di Ingo Mehling – CC BY-SA 3.0

Le decorazioni di questi gioielli, vengono realizzate con gradazioni di tanti vetri colorati che vengono polverizzati fino a sembrare fluidi e le decorazioni sui monili, vengono fatte con penne raccolte in natura, proprio come quelle degli antichi scrivani. La polvere di vetro colorato prende consistenza, in piccoli forni ad alta temperatura, come potrete vedere nel video qui sotto.

Ritroviamo l’arte e la tradizione non solo nei gioielli celtici, ma anche nella realizzazione di sedie molto particolari, la cui tradizione si perde in tempi antichi, quando le persone si riunivano nella case, davanti al fuoco e creavano oggetti per la vita di tutti i giorni. Si respira la storia un pò ovunque in Scozia, tanto di più in queste isole remote e sospese a cavallo del tempo.

L’impagliatura di queste sedie viene fatta con le canne delle spighe di avena, che restavano dopo il raccolto. In ogni casa troverete una Orkeny Chair dalla spalliera alta, con il tipico cassetto sotto il sedile, sotto un video dimostrativo.

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Le Orcadi sono isolate solo al primo sguardo e per occhi non attenti, perchè sono un passo avanti invece sulla strada dell’indipendenza energetica. Troverete impianti eolici (un pò ovunque sull’isola e bellissimi da vedere) e sfruttamento dell’energia del mare in tutte le sue forme. In questo luogo dove spesso il tempo è inclemente e furente, gli abitanti hanno preso ogni precauzione per garantirsi autonomia e sicurezza e per non rischiare di restare isolati troppo a lungo.

Le Isole Orcadi sono un posto anche molto sicuro in cui andare in vacanza e vivere, lo sapevate che a Papa Westray, per dirne una, non si registra più un omicidio dal 1813?

C’è molto da vivere e visitare sulle Orcadi, che offrono molto più di 50 sfumature di viaggio. Non perdetevi tutti gli articoli precedenti e se state programmando un viaggio in Scozia, pensate di dedicare a queste isole bellissime e selvagge almento 2 o 3 giorni del vostro tempo!

 

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