Storie di vita “On the Road”

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Tanti Italiani nel mondo, molti dei quali in Scozia. Quale che sia la ragione che ci spinge a lasciare la nostra terra di origine, per cercare una nuova casa in un’altra nazione, poco importa quando prepariamo la valigia e decidiamo di mettere tutta la nostra vita, i nostri sogni ed il nostro futuro in un baule di 30Kg e sbarcare in una terra straniera, dove una lingua e dei paesaggi da prima sconosciuti, presto diventeranno quello che chiameremo, casa.

Ognuno ha la sua storia e nessuno può indossare le scarpe di un’altra persona, questo significa che non possiamo giudicare le scelte di un altro! Cerchiamo di non dimenticarlo mai, mente leggiamo!

Questa intervista ci mostra una storia di vita di un immigrato che non si sente più “un italiano in Scozia”, ma un “nuovo scozzese” (o che vorrebbe sentirsi in questo modo).

Per chi, sbarcato in terra di Alba, dopo un po’ di incredulità e iniziale perplessità, ha cercato di capire come far diventare quella nuova nazione la sua casa, per non sentirsi più un ospite (appunto uno straniero), ma un cittadino a tutti gli affetti, in cerca di una vita migliore, di migliori opportunità e occasioni per sé e per la sua famiglia.

 Oggi vi presento e parliamo con Consuelo.

Come sei approdata in Scozia?

Era tutto poco meno di un’idea, concepita nella mente da quella inquietudine di non sentirsi mai a casa propria, non c’era una meta, c’era solo questa idea come un embrione in un grembo pressoché ignaro. E nel frattempo che il tempo scorreva inalterabile, qualcosa cambiava. Con una mia amica sognavamo l’Australia! Guardando la nostra Italia non offrirci nulla. Suo fratello era là, lavorava, aveva già uno sponsor e pure la fidanzata Australiana.

Continuando a sognare, poi arriva lei, Barbara, parte fondamentale della mia storia.

Lei vive ad Aberdeen e si sta per trasferire ad Inverness. Siamo connesse costantemente e le nostre vite si legano in un’amicizia.

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Come andavano le cose per voi in Italia?
In Italia il mio compagno lavorava ma, lo stipendio si sa qual’è; ed io diventata madre e superati i 30 anni, per il mondo del lavoro sono diventata uno straccio talmente vecchio, che neanche per pulire i gabinetti è buono! Si 30 anni ma, loro vogliono massimo 29enni, in alcuni casi 25enni!
Una vita fatta di insoddisfazioni e di strette di cinghia, ogni giorno.

Non la faccio lunga, ma Barbara mi apre una finestra su qualcosa, anzi sul quel “dove” mai considerato prima d’ora.

E quell’embrione, inizia a ritrovarsi in un grembo sempre più consapevole e determinato a farlo crescere.

Quindi ad un certo punto cosa accade?

Senza farci mille problemi, quando Barbara ci offre di andare una settimana da lei, accettiamo, o meglio, accetto. Decidiamo che sarò io quella che farà il giro di perlustrazione, sarò io quella che s’arrabbatterà in tutte le situazioni (quasi).

Compriamo i biglietti e tempo 4 mesi, approdo ad Inverness. Atterrare ad Inverness, per chi non lo sapesse, vuol dire atterrare in mezzo alle pecore, sappiatelo, e se le osservi bene ti accorgi che ti salutano pure!!
Prima tappa Caffè Nero, Seconda tappa, continua Consuelo, il bagno dopo il caffè scozzese LOL.
Barbara, lavora tutto il giorno e io mi faccio la “perlustra-vacanza” (devo avvisare l’accademia della crusca) in solitaria, per una settimana in terra scozzese.

L’ho girata in lungo ed il largo, arrivando fino a Loch Ness e lì ho lasciato il cuore. Nel mio immaginario me l’aspettavo diverso e invece fu anche migliore, qualcosa nell’atmosfera che proviene da lontano che non tutti possono capire o avere la fortuna di provare.

E poi sei tornata in Italia, e

Quando sono rientro in Italia il mio cuore sapeva già cosa voleva, ma quella non era una scelta che potevo prendere da sola. C’era il braccio destro, anzi il braccio mancino, vabbè il “Boss” Simone, che aveva un sacco di dubbi e di domande.

Risposi alle sue domande, per i dubbi c’era poco da fare. Per le profezie bisognava e bisogna ancora attrezzarsi.

Ne parlammo una volta sola. Poi per due mesi e mezzo, non si proferisce più parola su questo argomento.

Finché, un bel giorno, la sentenza arriva secca e diretta come una tortorata tra capo e collo e tutte le mie convinzioni evaporarono per far spazio a dubbi e paure ma, anche ad eccitazione.

L’embrione era diventato un feto che presto avrebbe visto luce e forse pure Nessie 😛 –

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crediti: Irene’s Closet

E poi il trasferimento quindi
IL 2 Luglio 2016 con tre orette di volo, sbarcammo ad Edimburgo, senza un H d’Inglese, si l’H, che in inglese non è muta, non va a dormire e rompe le pelotas a sfinire!!!

Con 5 valigie grandi come dei monolocali, un bimbo di sei anni, le scarpe piene di passi (e i piedi pieni di vesciche) e le tasche piene di sassi.
Viaggiammo in treno verso la meta per 3h e mezza e finalmente arriviamo ad Inverness.

E come avete fatto senza inglese e aiuti?
Il lunedì ci siamo subito messi in moto per ottenere il Nin, un numero identificativo che occorre per lavorare. Per applicare come prima cosa ci si deve recare al job centre, dove vi daranno un numero di telefono apposito, per prendere un appuntamento. Se non sapete l’inglese fatevi aiutare da qualcuno. Qualche anima pia la troverete sempre, non disperate e faccia da “culo” perenne! Non vi fate prendere pene inutili, non vergognatevi a chiedere, mai! A me, per esempio, chiedete tutto ma, i soldi no. E se ne avete bisogno, ci sono gli interpreti, basta chiederli e sono gratuiti! Quindi state tranquilli.
Nel frattempo stiliamo il CV. Barbara in questo ci aiutato molto. Ovviamente vanno fatti in inglese e in un determinato modo ma, nulla di complicato.
Intanto tra applicare per il Nin, stilare i CV, cercare di aprire il conto in banca, passa una settimana. Sfruttiamo la seconda masticando km per portare CV in ogni dove e per cercare casa.

Insomma non vi siete fermati un momento e avete spremuto queste settimane fino in fondo

Si, e intanto Simone ha fatto la prima prova come lavapiatti (ma in realtà ha svolto la prova, impastando le pizze ;-P). Ha passato la prova ma, lo ha chiamato la carrozzeria dove lavora attualmente e si aprì un portone, che neanche immaginate! Ottimo lavoro e salario ad un passo da casa, dove abbiamo messo piede la terza settimana di permanenza in Scozia. Siamo entrati in casa che era un venerdì e la domenica anch’io avrei cominciato il mio lavoro. Era fatta!

Quanta paura e incertezze avevate mentre siete partiti, immagino ci sia voluto tanto coraggio!
Siamo partiti buttandoci nel vuoto. Tutti e tre insieme (o non si sarebbe mosso nessuno). Con solo la liquidazione di Simone.

Abbiamo rischiato tanto. Ma chi non risica non rosica, gente!

In tre settimane, di cui una passata a fare il porta a porta di CV, avevamo NIN, conto in banca, casa in affitto e lavoro tutti e due, Lorenzo 20 giorni dopo era a scuola e noi ridemmo di fronte l’incredulità di chi era già pronto a fare la colletta per riportarci in Italia.

Cosa serve per te assolutamente?

Dal mio punto di (S)vista
-Mettete da parte un pò di soldi e se siete single, non vi serviranno cifre esorbitanti.
-Non ci vuole fortuna, se fosse questione di “culo” per quel che riguarda me, non sarebbe neanche decollato l’aereo.
-Determinazione
-Non piangersi mai addosso
-Ottimismo che ripaga sempre, se parti prevenuto addio.
-L’inglese è fondamentale, se lo sapete state a cavallo e galopperete come la principessa Zaffiro, ma credete che la lingua sia una muro insormontabile? Errore. Non lo è stato nel passato e non lo è adesso! Voglia di fare e voglia di riuscire, portatevi quella prima di tutto. E noi non siamo l’eccezione che conferma la regola.
Un sacco di persone da ogni parte del mondo viene senza sapere una cippa (ma con tanta voglia di lavorare, perché se vi manca quella rimanete a casa, che qui non vi regala nulla nessuno). Mi ritrovo a parlare con due colleghe mimando, perché diciamolo, stanno proprio a piedi e pure scalze in inglese.
-I CV portateli porta a porta qui funziona alla grande! Quando avrete finito comincerete con i vari siti online. Dal Gumtree a Universal Jobmatch (ce ne sono molti altri) e per chi invece si porta dietro un buon inglese, può tentare anche con il council, insomma lavori comunali o perché no anche statali.
-Ah nei CV amano anche la Cover Letter, graditissima. Anche se lo mandate online.

Insomma ci stai dicendo che se si ha il giusto atteggiamento e si ha il coraggio di superare le paure e provare, ci si può riuscire?

Non c’è la certezza di riuscire, o meglio quella non può darvela nessuno. La mia storia è un esempio tra tanti. Semplicemente la cronaca di come l’ho vissuta. Tanto dipende dal carattere e dallo spirito di adattamento che ognuno di noi dovrebbe prima assicurarsi di avere, o monterà un fallimento già prima di partire e, questo vale qualsiasi destinazione, non solo la Scozia.

Molti mi dicono: “beh ma voi siete stati aiutati”. Si, verissimo e non ringrazierò mai abbastanza chi lo ha fatto. Mi sono resa conto e pentita, solo di non aver fatto prima, questo passo, perché in realtà non c’è nulla di difficile a livello pratico (tralasciando l’aspetto emotivo).

Avere un aggancio non è strettamente necessario, basta avere più informazioni possibili, fare un bilancio, trovare riscontri, facendo ricerche incrociate tra le informazioni ottenute e poi decidere sul da farsi.

Aggiungo da parte mia, di non partire sprovveduti e senza fare ricerche. Poi le delusioni sono amare ed il prezzo che si paga è caro, sia a casa propria che all’estero! Per un cambio di vita, per ricominciare da zero, bisogna partire da un punto fisso e fare la propria strada, senza voltarsi indietro, sapendo dove andare.

Consuelo nel nostro gruppo (Scozia on the road) aiuta a gestire, come volontaria, la rubrica Lavorare in Scozia. Trovate questo documento nella sezione File, e nasce grazie una sua idea. Sa bene quanto può essere d’aiuto, quando si arriva e si ha solo una valigia in mano, ricevere una parola di conforto e qualche indicazione.

Nessuno può fare la strada al vostro posto, ma sapere dove sono i cartelli con le indicazioni per non perdersi, è un ottimo modo di iniziare!

Quindi se avete curiosità e domande, trovate tante info nel nostro file e diversi volontari a disposizione, per rispondere alle vostre domande. L’unica cosa che vi si chiede è quella di essere educati e rispettare il regolamento (trovate anche questo nei file!)

Buona lettura a tutti e grazie infinite a Consuelo

Foto in copertina: http://blog.photosi.com

ps. l’idea è ripresa dalle interviste di viviallestero e dalle storie di italianinelmondo, oltre che dai tanti programmi tv, di interviste stupende di storie di successo (e non) di italiani immagirati all’estero che a volte, quando le vedi o le leggi, ti toccano proprio dentro!

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