Il Castello della Rancia

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Partiamo per una gita fuori porta e non potendo fare un salto in Scozia, andiamo di andare alla ricerca di qualche castello vicino a casa nostra.

Decidiamo che la nostra avventura “on the road”, ci avrebbe portati a visitare il Castello della Rancia, purtroppo uno dei tanti, colpiti dai molti sismi che si sono verificati nelle Marche, lo scorso anno.

Il Castello è aperto al pubblico, ma il mastio così come, altre zone quali il camminamento, sono invece inagibili. Chiuse e rinforzate per adesso con cavi e tralicci, in attesa di non si sa quando, né se mai, finanziamenti che permettano un restauro, per riportarlo al precedente stato attimale, come era prima del sisma.

Il castello è gestito dal FAI e come sapete, se siete soci FAI entrate gratis in tutti i luoghi FAI del mondo (anche le proprietà NTS in Scozia sono collegate e convensionate, se vi siete persi il mio articolo aggiornato, cliccate qui) .

Il Castello si visita in 2 o 3 ore se uno vuole prendersela comoda, godersi il viaggio, fermarsi per qualche sosta fotografica lungo il percorso e poi fare anche lì tutte le foto che vuole; prendersi il tempo per leggere l’opuscolo informativo che vi danno all’ingresso ed andare ad esplorare il Castello con calma. Noi ce la siamo presa proprio comoda ed in verità, siamo rimasti anche un pò delusi dopo aver appreso la notizia del danno subito dal sisma, che non era riportata in nessun sito che avevamo consultato per informarci sugli orari e le notizie. Sopratutto abbiamo dedotto che non sarà certamente a stretto giro, l’inizio dei lavoro di ristrutturazione. Forse un altro bene storico italiano che verrà lasciato all’abbandono ed al degrado. Deciderà per lui la sorte? Davvero un peccato!

All’interno, altro al museo archeologico di cui vi parlerò dopo, abbiamo trovato una simpaticissima mostra dedicata alla Compagnia della Rancia, una compagnia teatrale di prosa che è nata a Tolentino, fondata da Saverio Marconi nel 1983.

mostra Compagnia della Rancia

In questa esposizione potete vedere esposti tanti dei loro musical, anche la scarpetta di Cenerentola! Il primo musical fu prodotto nel 1988 e che da allora la Compagnia della Rancia ha iniziato una ascesa che l’ha resa sempre più famosa. E’ davvero molto suggestivo camminare tra i costumi di scena e i resti del “dietro le quinte”, potete fotografare ciò che volte e raccogliere informazioni sugli eventi teatrali. C’erano diversi bambini in giro quel giorno con le loro famiglie e si stavano divertando, certo, bisogna fare attenzione a non rimpere nulla … ma l’idea è veramentre molto ben riuscita!

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Il Castello della Rancia fa parte fa parte oggi dei musei civici di Tolentino (Comune, estremamente compromesso dal sisma). Vediamo un pò qual’è stata la sua storia e come è arrivato al suo stato attuale.

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Un pò di storia

Il castello deve il suo nome ad un precedente deposito di grano, detto “grancia” dal latino granica e dal francese grange, utilizzato dai monaci cistercensi dell’Abbadia di Chiaravalle di Fiastra nel XII secolo.

Tra il 1353 ed il 1357 il castello venne restaurato e trasformato in fortezza. I lavori furono eseguiti da Beltrami da Como per ordine di Rodolfo II da Varano di Camerino che aveva intuito le grandi potenzialità della Grancia da un punto di vista sia strategico che militare.

Il Castello è di forma quadrilatera, l’ingresso è controllato da una torre portaia e accanto a tutto svetta un mastio di 25 metri. Lungo i camminamenti è presente una merlatura di tipo ghibellino usata per la difesa in caso di assedio. Purtroppo come accennato in precedenza, non è stato possibile visitare, questa parte molto antica e molto bella del castello a causa dei danni del recente sisma.

Nel 1581 i gesuiti si insediarono all’Abbadia di Fiastra e da allora il Castello della Rancia perse le sue connotazioni militari e venne riorganizzato come una grande casa colonica adibilita solo all’ospitalità e al ristoro dei pellegrini diretti a Loreto.

Nel 1782 Papa Pio VI sostò nei pressi della Rancia ed in questa occasione concesse tutti i beni dell’Abbadia di Fiastra, compreso il Castello, alla nobile famiglia Bandini, la cui disendente Maria Sofia Gravina di Ramacca, lo cedette nel 1974 al Comune di Tolentino che ne è l’attuale proprietario.

Molti avvenimenti ebbero luogho in questo Castello, il più importante fu la Battaglia di Tolentino combattuta il 2 e 3 maggio del 1815 tra le truppe napoleoniche di Murat e le truppe austriache di Bianchi. La battaglia vide la vittoria degli austriaci e il conseguente ritorno dei Borbone sul trono del regno di Napoli.

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Le stanze del castello

Sono davvero molte, anche se adesso non tutte sono visitabili.

 

-Ala Nord

-Ala Est

-Ala Sud

-Ala Ovest

-Arco d’ingresso

-Pozzo

-Canale di Scolo

-Basi di Colonnato

-Neviera

-Grotte

-StallaCorpo di Guardia (oggi bookshop)

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– Mastio (parte più elevata del Castello e suddiviso in 6 livelli, tra cui c’era anche un piccolo carcere per esempio.

– Torre Portaia

– Camminamento Nord

– Museo Archeologico a Gentiloni Silverj

-Ala Est

– Torre Sud

– Camminamento

-Ala Ovest

– Cappella

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Il museo Civico archeologico che troviamo è uno dei primi sorti nella Marche. Fu fondato dal Conte, un grande appassionata di archeologia e di storia. Si divide in due settori, uno riservato ai materiali preistorici e preromani delle necropoli picene, mentre il secondo è dedicato alle testimonianze dell’epioca romana e tardo antica. Se volete maggiori info o dettagli, cliccate pure qui.

Orari di Apertura

Maggio/settembre: Lun chiuso -mart/dom 10.30-18.30

Ottobre/aprile: Lun -mart chiuso / Merc -Giov 14-18 / Ven -Sab -Dom 10 -18

Costo 4 euro

 

 

 

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