Cornamuse al Borgo di Grottammare: Gathering 2017

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Il 22 e il 23 settembre il borgo di Grottammare si è riempito di atmosfera scozzese. La città ha accolto il raduno nazionale annuale dei suonatori di cornamuse (pipers), nell’evento noto come Gathering 2017.

Diversi suonatori hanno allietato la serata di venerdì, nelle diverse piazze e locali del paese. Purtroppo non abbiamo potuto partecipare ad entrambe le serate e abbiamo scelto di andare sabato 23 settembre, per assistere al concerto finale.

L’evento principale infatti si è svolto proprio sabato, in Piazza di Porta Maggiore, all’inizio del Vecchio Incasato, con il concerto del direttore del The National Piping Center di Glasgow, sir Roderick (Roddy) MacLeod, “il più grande piper vivente” e grande amante dell’Italia.

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L’iniziativa è stata voluta dal parroco di Grottammare, che era rigorosamente vestito in Kilt e che vedete con noi nella foto qui sopra. Don Giorgio è famoso per essere  un  parrocco “moderno” i cui sermoni non durano più di 40 minuti. Don Giorgio descritto come il parroco custode del paese, è ovviamente un suonatore di cornamusa.

L’assessore alle attività produttive Rossi, ha detto che “.. questa iniziativa è un gemellaggio ideale con la Scozia e potrebbe diventare un ennesimo appuntamento di internazionalizzazione del turismo”.

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La cornamusa è uno strumento particolare ed è considerato il più difficile in assoluto da suonare. In Italia gli appassionati sono un centinaio, con cinque bande.” Le cornamuse non sono diffuse solo in Scozia ma anche in Canada, Stati Uniti, Australia, Sudafrica, Inghilterra, Galizia nel nord della Spagna.

Il raduno italiano in passato si è tenuto nel Pesarese e spesso in Toscana. L’associazione Piper Italiani e Bagpipe Italian Group, sponsorizza e sostiene questo evento.”

I giornali hanno riportato la notizia che al raduno erano iscritti un centinaio di suonatori da tutta Italia e dall’estero (Austria). Un autentico convegno con workshop ed incontri e gare tra suonatori.

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Siamo arrivati verso le 20.30 della sera, ci siamo incamminati per il borgo e seduti ad un tavolino nell’incantevole piazza davanti al teatro, allestita per l’occasione con bandiere scozzesi e abbiamo mangiato qualcosa, sorseggiando Tennent’s beer, in attesa dell’inizio dell’evento che è stato poco dopo le 21.

Dei 100 pipers pubblicizzati dai giornali, abbiamo scoperto con estremo dispiacere che ne erano presenti forse una trentina. Tutti rigorosamente in full dress e con i loro preziosi strumenti al seguito.

La cittadina si è vestita di Scozia, con bandiere, stend di birra e whisky Glenfiddich, suoni e poesia. E’ stato suggestivo e pittoresco passeggiare per le vie del borgo, accompagnati da suoni così familiari e sempre troppo distanti e lontani, quando si è qui in Italia.

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Amici di “Scozia on the road”

In tutta onestà posso dire che l’evento avrebbe potuto essere organizzato meglio. Si è fatta pochissima pubblicità, la presenza delle persone non era esagerata, anzi forse eravamo troppo pochi davvero, per una cosa così speciale! Le notizie sui luoghi, gli orari, i numeri di telefono per avere informazioni sono state scarse e le risposte ottenute, poco professionali e sbrigative. Nessuna indicazione una volta usciti dall’autostrada e nessun cartello per il paese ad indicare l’evento, i parcheggi  e il luogo del concerto non era neppure ben illuminato! Come vedete dal video che ho inserito, era buio e si vedevano non troppo bene i pipers all’opera!

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Il concerto è stato breve ma suggestivo, hanno suonato anche The flower of Scotand, da brividi davvero! E’ stato sensazionale poter ascoltare Sir Roderick (Roddy) MacLeod, del The National Piping Center di Glasgow. Ha eseguito solamente un paio di pezzi, ma da solo sembrava riprodurre un’orchestra intera!! Qualcosa di eccezionale davvero, un onore ascoltarlo dal vivo!

Spero seriamente che il prossimo anno l’evento venga riproposto e megari organizzato meglio, in modo più dinamico ed accattivamente! Ci sono tanti amanti della Scozia in Italia, solo nel mio gruppo siamo più di 2200 persone e sono certa che con la giusta organizzazione avrebbe potuto avere più affluenza e riverbero.

Mi piacerebbe tantissimo poter avere qui un piccolo pezzetto di Scozia, che me la faccia sentire meno lontana, anche solo per una sera!

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