Skye Museum of Island life: benvenuti indietro nel tempo

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Forse una delle attrazioni più affascinanti dell’isola di Skye. Un museo che vi riporterà “back in time”, per darvi uno sguardo su come era la vita sull’isola cento anni fa.

Il museo della vita isola di Skye a Kilmuir, è stato inaugurato nel 1965. L’obiettivo era quello di preservare una cittadina di casette di paglia, ciascuna delle quali descriveva quanto più possibile le condizioni prevalenti sull’isola alla fine dell’Ottocento.

Ci sono pochissimi vecchi cottage di paglia oggi nelle Highlands. Cento anni fa invece, case di paglia erano parte del paesaggio delle Highlands e all’interno delle loro pareti, alla luce del fuoco profumo di torba e vita vera.  

I crofters delle Isole mantenevano vive le canzoni e le storie che hanno reso famose le Ebridi in tutto il mondo .

Calde, robuste ed economiche, composte di materiali poveru, la “croft house” era perfettamente adatta alla terra e al clima. Incorporò i principi della vaporizzazione centinaia di anni prima che gli scienziati pensassero all’idea, con il risultato che poteva resistere al peggiore dei freddi invernali.

Il numero di queste croft house si è ridotto molto rapidamente, per questo è stato deciso di conservarli; ed ecco che ne venne fatto un  incantevole museo, aperto da Pasqua fino a fine settembre (dipende dal tempo!).

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La prima croft house aperta al pubblico nel 1965 – è stato l’abitazione che risale alla metà del XIX secolo. Questo cottage è un buon esempio di come erano le tipiche casa su Skye in quell’epoca. Le case sull’isola erano quasi tutte di questo tipo con pochissime eccezioni. La vecchia casa dell’altopiano era fondamentale anche se grezzo e minimale, ma comunque era adeguata alla vita sull’isola, dando riparo e calore agli uomini e alle donne che dopo aver trascorso la maggior parte del loro tempo fuori a lavoro, si occupavano poco del lusso domestico, erano un semplice luogo per dormire e ripararsi dal clima.

Verrete letteralmente catapultati indietro nel tempo, in un’atmosfera davvero unica e particolare. Ecco quello che potrete vedere questo museo, che per ciò che offre ha realmente un prezzo irrisorio: £2,5 adulti e 0,50p bambini che vanno a scuola

Kitchen croft

Mentre entrate nella kitchen croft (la più grande del gruppo) vedrete dove la famiglia ha cucinato, mangiato e vissuto. Era la sala principale della casa. Tutto veniva cotto sul fuoco della torba, che bruciava giorno e notte, estate ed inverno sul focolare aperto; utilizzando spesso, pesanti vasi di ghisa o il “tree legged pot”.

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Una lampada bruciava l’olio di fegato di pesce, che è stata utilizzata prima che le lampade di paraffina diventassero comuni. Tutte le stoviglie sono state poste sugli scaffali della credenza. I mobili erano  principalmente una panchina o un banco; un tavolo, una sedia a botte dal focolare per l’uomo di casa e da altre due o tre sedie o sgabelli per la famiglia o per l’ospite.

Sul caminetto si trovava sempre una bibbia gaelica e una fotografia di famiglia se era possibile. Nessun cottage delle Highlands era completo senza una bagpipes, un violino o un’arpa. Questi strumenti erano necessari, poiché le famiglie crofting dovevano dipendere interamente dalle proprie risorse, per l’intrattenimento invernale; non c’era la tv!

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Il capo famiglia era spesso in grado di insegnare ai suoi figli l’arte di suonare uno strumento. Non c’era modo megliore di passare una serata invernale che non nell’atmosfera felice delle canzoni, della musica e tra le discussioni gaeliche intorno al bel fuoco di torba. Ci poche parti del mondo, se esistono, che hanno una cultura così vasta e variegata come le Highlands e le isole della Scozia; e nella nostra lingua, canzone e musica abbiamo una grande quantità di cui essere orgogliosi.

Croft Bedroom:

Nel mezzo della casa e che porta alla cucina c’è la camera da letto dei genitori, contenente un vecchio letto. Il materasso è pieno di paglia come era consuetudine in quei giorni. Le lenzuola sono tutte fatte a mano, così come le coperte. Il lino era coltivato localmente e la biancheria grossolana tessuta a mano, e ciò che vedrete risale a circa duecento anni fa. Il forte colore cremisi è stato ricavato da un tipo di lichene dalle rocce nelle vicinanze.

La camera da letto più grande che originariamente era la stanza dei bambini conteneva tre letti a scomparsa. Il resto degli arredi della camera da letto era utilitarista e non articolato. C’erano casse di legno per vestiti, un bacino per il lavaggio, uno specchio e una candela. Come in cucina, le pareti erano bianche lavate e il soffitto rivestito di hessian che era preparato o imbiancato.

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Nel 1933 il duca e la duchessa di York visitarono l’isola di Skye. A quel tempo c’erano ancora molte croft house e ne furono impressionati un pò per il loro aspetto intelligente e per l’ingegnosità e l’abilità dei crofter, che erano in grado di costruire case erano così funzionali e mescolate in modo ottimale con l’ambiente.

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The Barn:

Il sistema agricolo di Skye è il crofting e “croft” significa una piccola fattoria, o un pezzo di terra; le cui dimensioni variano da uno o due ettari, fino a cinquanta acri e più. Ci sono quasi duemila croft su Skye, ma solo un centinaio di persone le hanno abbastanza grandi, da permettere al ‘crofter’ di guadagnarsi da vivere dalla terra. La maggior parte dei croft oggi sono una casa di famiglia e un appoggio per qualunque lavoro il crofter possa ottenere. Pecora e bestiame venivano allevati sul terreno coltivato, e fin dall’inizio del secolo sono stati apportati molti miglioramenti nelle case. Fino alla metà del secolo, il lavoro sulla terra è stato effettuato con l’uso di cavalli e da strumenti e attrezzi manuali.

Nel fienile c’è un’esposizione molto completa di strumenti e attrezzi, molti dei quali sono vecchi quasi di duecento anni e spesso fatti dal crofter o dal fabbro locale.

Weaver’s Cottage:

Questo piccolo cottage era bottega molto trafficata. Il tessitore del villaggio aveva sempre un sacco di lavoro per mantenere la sua attività in corso, in quanto produceva non solo il tweed per tutti i tipi di indumenti ma, anche le coperte ed i plaid. Il vecchio handloom esposto qui ha più di cento anni ed è quello che veniva utilizzato nelle Highlands, prima che i telai automatici venissero introdotti.

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Gli altri strumenti di lana che vedete in mostra qui, includono una rocchetto (distaff) che risale a più di duecento anni fa. Questo antico pezzo di legno veniva usato dalle donne per filare, prima che altri strumenti diventassero disponibili. Anche qui si possono vedere oggetti come una croce, i cardi e alcune ricette antiche di coloranti. Ci sono tre tipi di ruote di filatura in mostra, quella di medie dimensioni, chiamata la ruota di Sassonia, era quella più utilizzata nelle isole.

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The Old smithy:

Un fabbro può essere trovato in ogni comunità in passato, ma oggi, purtroppo, la sua funzione non è più necessaria nelle zone rurali di coltivazione, poiché i cavalli da lavoro, sono stati sostituiti. La fucina del fabbro era un luogo d’incontro molto popolare per i locali – giovani e vecchi.

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Nelle isole, la fratellanza era il sostegno del reddito del fabbro. Ogni crofter aveva un cavallo, o talvolta due e nelle stagioni di primavera e d’estate c’era sempre un cavallo da sistemare. In inverno, il fabbro non era mai inattivo e stava sempre alla sua incudine a preparare i ferri di cavallo o riparare i vari oggetti.

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Ceilidh house:

La parola Ceilidh in gaelico significa piccolo raduno di familiari e di amici. Nei giorni precedenti l’arrivo della radio e della televisione, era consuetudine per i vicini di incontrarsi nelle lunghe sere invernali per divertirsi.

Le canzoni sono state cantate, le storie raccontate e qui avevano luogo discussioni su tanti argomenti. Giovani e vecchi erano tutti impegnati in questi incontri e, mentre si sedevano felicemente intorno al fuoco di torba, la notte lunga e scura giungeva al termine, lasciando ad ognuno un senso di comunità stretta, che una volta era caratteristico delle isole del Ebridi.

Questa vecchia casa ceilidh, contiene molti documenti antiche e fotografie d’epoca di Skye.

Come erano fatte le croft house

Il fattore più importante che disciplina la progettazione della Highland Croft House era la natura e la portata dei materiali disponibili. In quei momenti difficili, la maggioranza delle persone delle Highlands e delle Isole, non poteva permettersi di importare materiali e, di conseguenza, erano limitati a quello che era disponibile.

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Molti crofter erano in grado di costruire da soli la propria casa ma, il lavoro poteva richiedere da poche settimane a un anno o più. Nella maggior parte delle comunità in passato, i vicini si sono aiutati l’un l’altro e si dice che quando una casa era stata costruita, i vicini uniti formavano come una catena umana, passandosi le pietre di mano a mano. Da qui nasce il motto: “molte mani fanno il lavoro leggero”.

Quando una casa era in fase di pianificazione, il primo requisito era la ricerca di una posizione idonea ed è inutile direlo, si preferiva un punto vicino ad un pozzo, poiché tutta l’acqua per uso domestico, doveva essere portata a mano con i secchi. La disponibilità delle pietre era anche essa una considerazione importante; se non se ne trovavano abbastanza vicino, si sarebbe corso il rischio di faticare troppo per la collocazione e costruzione della casa. Su un’isola senza alberi come Skye, la ricerca di legname idoneo per il tetto era un problema, non da poco. Il legno che portava la corrente e trasportato sulla riva, era spesso tutto ciò che poteva essere trovato. Prima dei fari e al tempo delle navi di legno, i naufragi erano abbastanza frequenti – e questo era utile, in quanto si trovave sulle rive tanto legname utile.

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Il tipo di cottage che si trova su Skye è stato costruito con pareti larghe fino a tre piedi di e con un tetto a padiglione, con sovrastante la grondaia di paglia, che formava una frangia intorno al muro. Il tetto è costruito utilizzando travi di legno rotondo grezzo e poi ricoperto di paglia.

Ovviamente trovate anche un piccolo shop dove acquistare qualche regalino o ricordo.

Poco distante troverete il Monumento a Flora Mac Donald, un eroina giocobita. Fu infatti grazie a lei che Bonnie Prince Charlie riuscì a fuggire dopo la disfatta di Culloden nel 1746. Travestito da cameriera viaggiava con lei verso Skye, come dicono le parole della canzone popolare “Skye boat song”, fino ad aiutarlo ad arrivare in Francia.

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Il principe le donò un ritratto ed un medaglione e lei lo salutò danzando quella che poi divenne famosa nelle Highlands come “Flora McDonald fancy”. C’è molto di più sulla sua storia e se siete curiosi ve ne parleò in un prossimo articolo. Trovate una stata in sua memoria anche al castello di Inverness.

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Ecco un video nel quale vi sembrerà di essere li a girare per queste case antiche:

Ringrazio il mio amico Luca Caleffi per queste splendide foto e vi ricordo come sempre che tutte le foto sono di propietà di Ale Carini 2017 e/o concesse dai legitti proprietari. Vietato riprodurle, senza permesso scritto. © all right reserved

fonti : skyemuseum.co.uk; wikipedia.org/wiki/Flora_MacDonald, Donne di Scozia di Helen Susan Swift ; libri vari sulla Scozia, articoli di giornale ecc.

 

5 comments on “Skye Museum of Island life: benvenuti indietro nel tempo”

  1. Sono anni che sogno la Scozia! Quest’estate avevo deciso di andarci, e avevo inserito nell’itinerario ideale l’isola di Sky, ma non sono riuscita. Costava un po’ troppo e quindi abbiamo optato per l’Europa dell’est (che comunque ho trovato stupenda) però la Scozia… la sogno di notte!!! :P. Spero di riuscirci l’anno prossimo… incrociamo le dita! Credo che consumerò il tuo blog se riesco ad organizzare il viaggio! 😀 Buona domenica!

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    1. Ma certo!! Trovi anche la pagina FB se vuoi scrivermi per qualche suggerimento. Capisco il discorso sui prezzi gonfiati; certamente lo saprai meglio di me, ma per la Scozia in estate ti consiglio di prenotare con largo anticipo se puoi! 🙂 E’ l’unico modo per avere più scelta e trovare i giusti prezzi. A presto e Buon inizio settimana 🙂

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