Il castello di Urquhart, Loch Ness e magia

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Le Highlands scozzesi sono una terra selvaggia e meravigliosa, con la loro aspra bellezza, le colline ricoperte di erica profumata, le sue coste rocciose e una storia ricca e sanguinosa. Dagli antichi anelli di pietra ai castelli medievali, fino alle storie di creature estinte che si innalzano dalle profondità dei laghi, le Highlands scozzesi sono una destinazione imperdibile.

Oggi andremo a visitare Il castello di Urquhart si trova sullo “Strone Point”, un promontorio triangolare sulla sponda nord-occidentale di Loch Ness, che domina il percorso lungo il lato Nord della Great Glen e l’ingresso di Glen Urquhart; vicino al villaggio di Drumnadroch.

Le rovine del Castello si raggiungono con la A82 e, percorrendola vedrete le aspre colline salire ripide dalle acque scure del lago.

Loch Ness est side Arcangelo Spicci
Loch Ness – foto di Arcangelo Spicci

Certamente è un castello che non lascia indifferenti e che difficilmente si dimentica. Cammiando tra le sue rovine, avrete la sensazione di tornare indietro nel tempo, vi sembrerà di vedere la vita che si anima tra quelle mura ormai distrutte. Echi di una vita passata, che camminano accanto a voi; intrighi, segreti e vita di corte intrecciati insieme in una storia infinita e senza tempo, che per qualche ora potrete rivivere. Prendetevi tutto il tempo per visitarlo con calma, passeggiate, ascoltate il rumore delle acque, incontrate qualche curioso visitatore e se vorrete scrutare l’orizzonte, andate fino alla terrazza panoramica e date uno sguardo al panorama con i binocoli che avrete a disposizione. Silenzio ed a volte il suono di un flebile flauto, faranno da sfondo alla vostra visita. E se sarete pazienti, toccando una di quelle pietre immerse nel muschio e presenti da 1000 anni, vi sentirete per un attimo parte della storia.

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“curiosi visitatori”

Un pò di Storia:

L’Urquhart ha ricoperto diversi ruoli importanti nelle guerre di indipendenza scozzesi ed è stato un elemento ricorrente nella storia di questa nazione. Fu al centro di una notevole quantità di azioni e spargimenti di sangue tra il XIII e il XVII secolo.

Intorno al 580 dopo Cristo, San Columba fece un lungo viaggio dal suo monastero sull’Isola di Iona, alla corte di Inverness dei Bridei, re dei Pitti. Mentre viaggiava su Loch Ness, San Columba fu chiamato a visitare un anziano signore dei Pitti a Airdchartdan (Urquhart). Emchath era vicino alla morte e Columba battezzò lui e tutta la sua famiglia. La residenza di Emchath potrebbe essere stata sul sito del castello. Il ritrovamento di un frammento di spilla dei Pitti suggerisce, che il promontorio fosse un forte dei Pitti di alto rango.

Fu conquistato dagli inglesi dopo l’invasione di Edoardo I d’Inghilterra, riconquistato e sequestrato di nuovo, sotto il controllo di Robert the Bruce, re di Scozia. Dopo la morte di Robert fu il solo castello scozzese a resistere contro gli inglesi.

Fu ripetutamente attaccato tra il XV e XVI secolo dai MacDonald, Signori delle Isole, in arrivo da ovest che volevano espandere il loro dominio; questo per riassumere brevemente la sua storia emozionante.

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Le rovine attuali sono datate in un periodo che va dal XIII al XVI secolo. Ottenne anche il titolo di “Castello Reale” e fu utilizzato dai alcuni re di Scozia e d’Inghilterra; il re Edoardo I d’Inghilterra lo occupò nel 1296, il re Davide II di Scozia, vi soggiornò nel 1342.
Come tanti castelli scozzesi, Urquhart fu al centro di un tiro alla fune tra inglesi e scozzesi.

Il castello fu concesso al Clan Grant nel 1509, anche se il conflitto con i MacDonald continuò. Nonostante una serie di ulteriori incursioni, il castello fu rafforzato e probabilmente, fu in questo periodo che venne costruita la Grant Tower. Fu poi in gran parte abbandonato dalla metà del XVII secolo.

Successivamente fu tenuto come castello reale e fu più volte saccheggiato dai Conti MacDonald di Ross, una delle razie più grandi fu quella dal 1545 tanto che questo evento divenne noto come The great raid. Nell’immagine qui di seguito potete vedere tutto ciò che raziarono dal castello.

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Nel 1688, il re cattolico Giacomo VII fu esiliato. La corona passò congiuntamente alla sua figlia protestante Maria II e suo marito Guglielmo d’Orange.
Questa “Rivoluzione Gloriosa” fomentò la prima delle rivoluzioni giacobite, una serie di tentativi armati, per ripristinare la linea cattolica degli Stuart – che continuò per oltre 50 anni. Gran parte del sostegno dei giacobiti proveniva dalle Highlands e così, Urquhart divenne una guarnigione per le forze governative per più di due anni.
Venne parzialmente distrutto, durante l‘ultima vicenda storica che lo vide coinvolto nel 1692. Nella lotta tra i gruppi di Guglielmo d’Orange ed i Giacobiti, i soldati fedeli a Guglielmo fecero saltare in aria la Gatehouse, per impedire che il castello potesse cadere nelle mani dei giacobiti.

Urquhart broken masonry
Drestroying the Gatehouse – broken masonry

Urquhart cadde in rovina e venne saccheggiato; parte della Grant Tower venne distrutta nel 1715 durante una violenta tempesta. Grandi blocchi di macerie sono ancora visibili accanto ai resti del corpo di guardia.
L’atteggiamento verso l’antica roccaforte cambiò nell’Ottocento e Urquhart divenne una nobile rovina in un ambiente maestoso. Passò in stato di custodia nel 1913 ed è ora uno dei castelli più visitati in Scozia. Donato della vedova dell’ultimo proprietario, “Mr Chewett”, dopo che fu depredato di tutti i suoi averi.

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Quel ramo sul lago di Loch Ness

Sebbene le rovine di pietra che ne restano siano solo un’ombra del suo precedente splendore, la sua vita attuale è tanto movimentata quanto in passato. In alcune giornate è possibile godere anche di rievocazioni storiche con attori in costume. C’è ancora tanta vita all’interno di queste mura e Uruquhart sembra destinato a non morire mai.

Concedetevi una visita al centro visitatori, gestito da Historic Scotland nel quale troverete una piccola mostra con esposto un modellino del castello, che lo raffigura così come sarebbe potuto essere nel suo momento migliore e, resterete davvero stupefatti di quella che un tempo era la sua grandezza! Avrete anche la possibilità di visionare un filmato informativo sulla storia del castello, dal VI secolo al XVII secolo, quando fu demolito.

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Visitando il castello:

Urquhart, in gaelico scozzese “Caisteal ainmeil Urchadain“, fu spesso coinvolto nello scenario bellico, per cui il suo ingresso principale dal lato di terra (gli altri tre lati sono circondati da Loch Ness) avveniva attraverso un ponte levatoio, necessario per la sua difesa. Questo ponte levatoio oggi è sostituito da una passerella di legno, sulla quale i turisti possono camminare, per entrare nel sito delle rovine (drawnbridge).

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Ingresso e drawnbridge

Non dimenticherò mai la prima volta che l’ho percorsa, lo scricchiolio sotto i miei piedi, l’emozione nell’immaginare la sua maestosità di un tempo, né la magnificenza che mi sono trovata davanti, una volta superato quello che un tempo sarebbe stato il ponte levatoio! Si è aperto davanti a me uno spettacolo incredibile.

Urquhart Castle Wikipedia
mappa – credit

Il sito è così composto: A il ponte levatoio, B la fortezza d’entrata, C il cortile a Nord, D la Cappella, E il cortile interno, F la Grant Tower, G la Great Hall, H la cucina, I il cancello sul mare, J il cortile a Sud, K il tumulo che forma il sito del castello (motte o shell keep), L la colombaia, M la Fucina e ovviamente N il Loch Ness. Inoltre potrete vedere Le stalle, la prigione, la guardroom, la cittadella e molto altro ancora. Vi suggerisco di prendere una guida o studiarlo un pò prima di andare, in modo da poterlo assaporare in tutte le sue sfumature.

Urquhart cartello ingresso
I cartelli vi suggeriranno cosa non perdere e vi guideranno

Lasciato il centro visitatori, avrete una prima visuale della fortezza nel suo insieme e di tutto il panorama che la circonda. Non perdetevi prima di attraversare il ponte levatoio, il trabucco in legno, che è una ricostruzione ben fatta, di un’arma d’assedio davvero formidabile e risalente ai giorni precedenti l’arrivo dei cannoni.

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Il trabucco ricostruito nel 1998

Tutto tranne il braccio era fatto di quercia, realizzato con un ceppo Douglas, il braccio da 26 piedi ha un contrappeso da 8 tonnellate di piombo; era questo che gli permetteva di lanciare le pesantissime pietre che vedete in foto, dal peso di 250 libbre. Lanciava lontano fino a 200 yarde. Per la ricostruzione, che ha coinvolto dozzine di membri della Timber Framers Guild, è stato adottato il disegno da un manoscritto del XIII secolo: una copia del “Cantigas de Santa Maria”, che contiene un’illustrazione dell’assedio musulmano di Costantinopoli. Questo era un trabucco a contrappeso ibrido, che utilizzava sia la forza di gravità di un peso che quella di un tiratore. Il risultato finale delle modifiche apportate, fu un trabucco a contrappeso fisso, che si attivava esclusivamente con la forza di gravità dalla massa rotante, in caduta su un’estremità.

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La ruota

Le ruote da 30 pollici sono state decorate con intagli celtici e sono state aggiunte dopo che è stato scoperto che le ruote, su un trabucco a contrappeso fisso, servivano a mantenerlo stabile e allungavano la traiettoria di lancio.

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la Motte

Gli edifici del castello sono disposti intorno a dei cortili. Il cortile a Nord, “Nether Bailey” (o lower Bailey) comprende la maggior parte delle strutture più intatte; i resti della guardiola (Guardroom) e la Grant Tower a 5 piani, situata all’estremità nord del castello. Il cortile a Sud o “Upper Bailey”, situato su un terreno più elevato, comprende i pochi resti degli edifici precedenti, sopravvisuti ai bombardamenti e alle esplosioni come la colombaia. Un tempo si pensa fossero presenti nella “cittadella” sul lato interno, un numero considerevole di stanze per raccogliere edifici di servizio, così come giardini e frutteti. E potete ancora vedere una splendida water gate, dalla quale, il castello poteva essere rifornito nel caso fosse sotto assedio.

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water gate – vista dal castello
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foto di Consuelo Lazzari

Il Nether Bailey:


Ciò che resta della Gatehouse (Fortezza d’entrata),  si trova all’interno del Nether Bailey. Sopra l’ingresso ci sono una serie di stanze che,  un tempo
potrevano servire come alloggio per il custode del castello. Resti di muratura lo circondano.

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Nell’immagine potete avere un’idea di come la Gatehouse poteva essere ai tempi in cui il castello era ancora intatto. Di qui passavano anche i visitatori che venivano accuratamente controllati dal custode. Era il punto di difesa principale, il cui ingresso era bloccato ed inespugnabile. Buchi nella struttura permettevano di lanciare rocce ed oggetti a visitatori non attesi. La strada era bloccata anche da cancelli di ferro.

the gatehouse urquhart Cerca con Google
Le stalle

Nei pressi della Gatehouse, si trovavano un tempo anche le stalle, dove riposavano i cavalli dei visitatori e dei cavalieri del castello.

Urquhart main gate hdr
La passerella d’ingresso

Attraversando la passerella si accede alla Gatehouse che qui potete ammirare in quello che un tempo era il suo splendore. Quando sarete al cancello, guardate alla vostra sinistra; troverete un sotterraneo che è stato usato per tenere i prigionieri; si dice abbia ospitato anche il leggendario poeta gaelico Domhnall Donn. La storia narra che quando fu rinchiuso qui, da Lord Grant per punirlo di essersi innamorato di sua figlia, scrisse molte canzoni.

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Se guardate di nuovo a sinistra e girate verso  sud, noterete una fornace, che si trova a pochi metri dalla rovina principale. Qui si essiccava il grano per gli abitanti del castello!

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Il centro dell’attività nel castello è ancorato all’estremità settentrionale dalla Grant Tower (torre principale o mastio). Originariamente di 5 piani, con pareti spesse 3 metri, rimane la parte più alta del castello. Vi si accede attraversando un altro ponte levatoio, che fungeva da difesa ed offre ancora oggi una vista incredibile sull’intera rovina. Questo mastio di pietra, alto 40 piedi, prende il nome da John Grant e fu con molta probabilità costruito nel 1509, quando Giacomo IV di Scozia, concesse a Grant un contratto a vita sulla proprietà, in cambio della sua riparazione e manutenzione. Doveva servire anche per proteggersi dagli attacchi dei Signori delle isole, i Mac Donald, ma morto John, il figlio dei Grant, seguì un periodo di caos, nel quale il castello cadde nelle mani dei Signori per 3 anni.

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Grant Tower – parte distrutta dalla tempesta

Le parti in piedi del parapetto, mostrano che gli angoli della torre erano sormontati da torrette. Sopra la porta principale a ovest e la posterna a est, vi sono strette fessure attraverso le quali venivano sganciati oggetti durante gli attaccanti. La porta occidentale è protetta dal suo fossato e dal suo ponte levatoio; ci si accede da una “Chiusa interiore”. Le sezioni interne sopravvissute, sono ancora accessibili tramite la scala a chiocciola costruita nella parete est della torre.

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Una vista dalle finestre della torre
Urquhart grant tower collage
 Grant Tower – viste

A sud della Grant Tower, si trovano una serie di edifici costruiti contro la spessa cinta muraria del XIV secolo. La grande sala (great hall) occupava la parte centrale di questa catena, con gli appartamenti privati ​​del signore a nord e le cucine a sud. Le fondamenta di un edificio rettangolare si ergono su un tumulo roccioso nelle vicinanze, identificate come i resti di una cappella.

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Vista della Great hall, cucina ed edifici verso sud

0Ecco nella riproduzione, come poteva essere la Grant Tower ai tempi del suo massimo splendore. La Grant Tower era la residenza privata del signore nel castello. L’accesso era molto limitato. Un profondo fossato rivestito di pietre lungo i due lati rivolti verso la chiusura interna (che più tardi fu riempito dal lato sud) aumentò la capacità difensiva della torre. La parte più debole era la sua porta d’ingresso a metà del muro ovest, doveva essere raggiunta da un ponte levatoio. E’ stata ulteriormente protetta da una piattaforma difensiva, sul muro direttamente sopra di esso. Si possono ancora vedere i quattro grandi mensoloni di pietra che sporgono dal muro che portava la piattaforma.

Urquhart Castle Tower
Interno Grant Tower – credit

Nonostante il crollo di gran parte del muro sud  durante la “tempesta di vento” del 1715, l’edificio conserva molto della residenza nobile che era un tempo.
La porta d’ingresso interna conduce al secondo piano. Questa era la sala più intima e la sala da pranzo, oltre alla Great hall sita nel cortile inferiore. Era illuminata da due finestre di buone dimensioni e riscaldata da un grande camino nella parete sud. Una stretta scala a chiocciola conduce ad uno scantinato con volta in pietra, scarsamente illuminato e una porta posteriore ben difesa. La seconda scala a chiocciola conduce ai piani superiori.
Il terzo piano era probabilmente la camera privata del signore, che serviva sia come stanza che come camera da letto. Anche in questo caso lo spazio è ben illuminato, anche se il camino, probabilmente ancora nel muro sud, è ormai sparito. La stanza al quarto piano conteneva due piccoli armadi a muro ,oltre alla stanza principale. Tutte e tre le stanze sono servite come camere da letto. Il camino nella stanza più grande era nel muro a nord. La finestra accanto ha un giavellotto del XVI secolo sotto di esso.
Il piano più in alto ha una soffitta nella torre principale e graziose torrette spioventi agli angoli. Ogni torretta contiene una piccola stanza, con un camino e una finestra con sotto un cannone. Potrebbero essere usati durante l’assedio per aiutare a difendere la torre e, in tempo di pace, per fornire uno spazio riparato da cui godersi il meraviglioso paesaggio. E dove tutti si fermavano a guardare ammirati, cosa che fanno ancora oggi i visitatori del castello.

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La grande sala

La Great Hall nel cortile, era senza ombra di dubbio una delle stanze più importanti della torre. Salite fino in cima ed ammiratela dall’alto. Restate fermi per un attimo ed immaginate la meraviglia dei banchetti serviti in questo luogo. Ecco un’immagine di come sarebbe potuta apparire, al tempo in cui la magnificenza di questo castello era ancora intatta.

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La grande cucina

La grande cucina, sempre nel cortile, era il flucro della vita del castello, banchetti meravigliosi serviti nella Great Hall, venivano preparati con attenzione all’interno di queste mura. Si riesce ancora ad immaginarla con i cuochi in azione e nell’aria profumi di spezie, odore di haggis e alambicchi fumanti.

La Grant Tower è la parte meglio conservata del castello e la potrete esplorare interamente, attraverso una scala a chiocciola, molto stretta, che vi offrirà viste a sud sul castello e verso est e nord sopra Loch Ness. Mi è piaciuto moltissimo vagabondare tra le rovine di questo luogo, dove si percepisce ancora oggi la sua immensità di un tempo. Camminavo ed immaginavo storie, inganni, amori e intrighi. Prendetevi qualche ora per visitarlo, ci varrà tempo per gustarlo ed assaporarlo in tutta la sua maestosità.

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Foto Consuelo Lazzari

L’Upper Bailey

L’altro cortile si concentra sul tumulo roccioso all’angolo sud-ovest del castello. La parte più alta del promontorio e sito delle prime difese di Urquhart.

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Varie viste su Urquhart Castle

Gli edifici adiacenti potrebbero aver ospitato le stalle. A sud di questo si trovava la colombaia (dovecote o doocote). Tutto ciò che rimane oggi della struttura circolare in pietra, è una base e quattro dei suoi nidi di pietra, non più occupati. Un effige sulla colombaia recita: “Questa casa a forma di alveare per piccioni fu costruita nel 1500, per fornire carne e uova fresche durante i rigidi mesi invernali. Quattro dei suoi nidi di pietra sopravvivono”.

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La colombaia

John Grant fu costretto a costruire un “boschetto di colombe” secondo i termini della concessione di Urquhart nel 1509. Era ben posizionato in quella che era in quel momento una parte silenziosa e poco usata del castello.

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Ciò che resta della colombaia e la fucina

Accanto alla colombaia, gli scarni resti degli edifici del XIII secolo, probabilmente una volta un’altra grande sala, ma in seguito riutilizzata come fucina. Ne vedete da questa foto i resti, nei pressi della piccionaia.

Tuttavia, per quanto attraente possano essere le rovine di questo magico luogo, è impossibile trascurare e non essere rapiti dalle magnifiche vedute di Loch Ness, che dalla torre sono mozzafiato.

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Riflessi su Loch Ness

Le acque blu di questo lago attirano turisti da ogni dove non solo per il panorama, ma anche per la possibilità di avvistare il leggendario mostro di Loch Ness, Nessie.  Le coste di Loch Ness sono state anche un luogo popolare per le “scoperte scheletriche” di tale creatura, tutte frutto di scherzi dei giovani del posto. 

Curiosità e leggende:

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Foto Consuelo Lazzari


– Dopo che il castello cadde in rovina alla fine del XVII secolo, i locali usarono le rocce per costruire e riparare le proprie case.
– All’inizio del XVIII secolo, una forte tempesta soffiò sul lato sud-ovest della Tower House, distruggendone gran parte
– È una delle zone attorno nelle quali sono avvenuti molti avvistamenti di Nessie. Il primo ebbe luogo nel VI secolo, quando la leggenda dei Pitti descrive un uomo ucciso da un mostro marino e si dice che San Columba, abbia salvato un secondo uomo da un simile destino.  Se volete sapere di più sul Lago di Loch Ness, Nessie e tutto quello che si può fare nei dintorni, vi rimando al mio precedente articolo,
cliccando qui.

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Ora è una rovina pittoresca, che sale dal lago su un promontorio roccioso. Gli Highlander chiamano queste rovine grigie “Strone Castle” e credono che due celle misteriose e maledette siano scavate nella roccia sottostante. Una conterrebbe un immenso tesoro d’oro; ma nell’altra sarebbe stata messa a tacere una terribile pestilenza che, se liberata, avrebbe con una forza irresistibile, spopolato la terra. Per prima cosa avrebbe ucciso la mano di chi avesse sventuratamente aperto la porta della prigione e poi tutti gli altri. Il timore di liberare un flagello così terribile ha tenuto a freno l’avidità e il desiderio di oro e, la camera del tesoro rimane ancora oggi inviolata.
La stessa storia è raccontata nel libro del 1893 “Urquhart and Glenmoriston; olden times in a Highland parish” scritto da William Mackay. Che ci sia un vero tesoro d’oro, argento e pietre preziose sotto il castello di Urquhart, a nessuno è dato sapere; tuttavia dato che il castello è stato razziato, saccheggiato e fatto saltare in aria, sembra che ci sia poco spazio per una stanza segreta che nasconda un tesoro.

-Un’altra leggenda di un tesoro avrebbe a che fare con l’oro giacobita di Bonnie Prince Charlie. Si narra che la Spagna avesse finanziato l’esercito giacobita con la somma di 400.000 tonnellate di oro al mese. Sette scatole di queste monete arrivarono dopo la sconfitta di Culloden nel 1745 e, presumibilmente furono nascoste nelle foreste vicino Loch Arkaig, a trenta miglia dal castello di Urquhart. Qualcuno potrebbe averle trovate lungo la strada per Loch Ness?

– Si parla anche di un tesoro dei Templari. Il suo tesoro è stato presumibilmente, portato a Rosslyn Chapel, vicino a Edimburgo, ma c’era anche una casa dei Templari vicino al castello di Urquhart (ora ricordata solo nella posizione di Temple Pier)

-Il tesoro di Re Baldovino II (morto nel 1131)Nei tempi difficili gli uomini di ricchezza sono spinti a nascondere accuratamente i loro beni terreni. La parte maledetta della storia può essere stata un deterrente per i cercatori di tesori, ma è possibile che qualche proprietario del castello sia stato costretto a lasciarlo in fretta senza il suo tesoro che è rimasto nascosto e il suo segreto sia morto con lui in qualche posto lontano?
Il livello del Loch Ness è aumentato di sei piedi con la costruzione del Canale di Caledonia all’inizio del XIX secolo. Forse favoloso tesoro si trova sotto le sue acque? O forse c’è una lunga porta sigillata di pietra che giace inosservata, oramai invasa da cespugli e alberi?

Info per la visita:

Castello di Urquhart Google Maps

Le rovine del Castello si raggiungono percorrendo la strada A82, tra Fort William e Inverness, che corre lungo la sponda occidentale del lago ed offre una vista mozzafiato lungo tutto il percorso. Vedrete le aspre colline salire ripide dalle acque scure del lago.

Ci sono molti parcheggi lungo la strada dove vi potrete  fermare per assaporare la bellezza dei dintorni.

Il castello è oggi gestito da Historic Scotland. Il costo del biglietto è di £9 per gli adulti; gratis se avrete acquistato uno dei tanti pass disbonibili. Per saperne di più su come risparmiare con i pass, clicca qui.

Aperto tutto l’anno può essere ammirato il tutto il suo splendore sia in estate, con la luce del sole che scintilla su Loch Ness (se sarete fortunati nel trovare una giornata limpida); che in inverno, quando lo potrete vedere sotto gli influssi della blu houre.

Gli orari di apertura delle varie stagioni dell’anno sono i seguenti:

1 aprile – 30 settembre, lun-dom, 9:30 – 18:00;

1 ottobre – 31 ottobre, lun-dom, 9:30 am – 17:00 ;

1 novembre-31 marzo, lun-dom, 9:30 – 16:30.

Il castello è solitamente chiuso il 25 e il 26 dicembre.

NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini 2017 e Ivan Balducci o concesse in uso dai legittimi proprietari © all right reserved.

 

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