"alla scoperta del borgo di Rasiglia"

Rasiglia, alla scoperta dei borghi Umbri

41 commenti

Per il mio compleanno quest’anno ci siamo concessi un mini relax tra le campagne umbre. Un piccolo viaggio “on the road”, alle scoperte di una regione duramente colpita dal sisma negli ultimi anni, ma che ancora resiste e cerca di tornare ai suoi antichi splendori!

20180519_112748

Rasiglia è una frazione montana del comune di Foligno in provincia di Perugia, fa parte della “Valle del Menotre”.

Rasiglia è conosciuta anche per i suoi ruscelli e per i corsi d’acqua gestiti da una serie di piccole dighe, che attraversano il centro della frazione. Arrivare in questo paese è come perdersi nel tempo.

IMG_3755
sistema di dighe

20180519_121547

Rasiglia è un tipico borgo medievale umbro ed è connessa in modo indissolubile all’acqua. Dalla fragorosa sorgente di Capovena, scaturisce tutto l’abitato che, si dispiega ad anfiteatro e sorge come borgo, necessario alla rocca che sovrasta con l’alta mole, le molte case, strette tra loro.

IMG_3765.JPG

Nonostante sia un paesino davvero piccolino, Rasiglia è divenuta un’apprezzata meta turistica, specie in estate ed, attira ogni anno sempre più visitatori. In effetti anche se siamo andati a maggio, abbiamo trovato non poche persone in esplorazione dell’incantevole borgo. Inoltre quel giorno c’era una inaugurazione di uno studio di architettura e design.

Notizie storiche:

Le prime notizie sull’esistenza del paese risalgono agli inizi del XIII secolo, nelle “carte di Sassovivo”, cioè l’archivio dell’Abbazia di Sassovio, dov’è menzionata per la prima volta la “curtis de Rasilia”, che aveva come edificio di culto la chiesa di S. Pietro.

Rasiglia era fiancheggiata dall’antica via della Spina, importante per i traffici commerciali del tempo.

DSC_0021

Nel XIV secolo furono costruite alcune fortificazioni. Tra queste il castello dei Trinci, signori di Foligno, che con la sua posizione strategica permetteva il controllo della valle del Menotre.

Nella prima metà del seicento, diminuita l’importanza militare, Rasiglia si affermò per le attività artigianali (come mulini e opifici) grazie alla forza idrica proveniente dal fiume Menotre .

Durante la seconda guerra mondiale i rastrellamenti nazifascisti non risparmiarono la comunità. Nel giugno del 1944 l’attentato a due tedeschi scatenò una rappresaglia, durante la quale tre paesani vennero deportati a Mathausen.

Dal 1945 al 1980 circa, Rasiglia ebbe il massimo sviluppo economico. Negli ultimi decenni, invece, con la chiusura delle attività industriali, gran parte degli abitanti si è spostata a Foligno.

A seguito del terremoto del 1997, la popolazione ha vissuto prima all’interno dei container, poi presso il “villaggio delle sorgenti” costituito da fabbricati in legno e ubicato esternamente al nucleo urbano.

20180519_114414

Ai giorni d’oggi

Oggi il paese si basa sull’importante risorsa idrica e il turismo estivo. La grande abbondanza d’acqua del canale interno fu sfruttata per sviluppare l’economia e determinò il formarsi di numerosi opifici: gualchiere, mulini a grano, lanifici e tintorie che eseguivano la lavorazione di stoffe pregiate.

Tali opifici rimasero attivi per tutto l’800 e la prima metà del 900; dopo la II guerra mondiale, nonostante la petizione degli abitanti, i lanifici si trasferirono in città.

Attualmente, alcuni edifici che un tempo sostenevano l’economia del paese, sono stati ristrutturati ad uso abitativo, mentre altri risultano abbandonati. Recentemente è stata ristrutturata e rimessa in funzione una piccola centrale idroelettrica che fu ideata e costruita prima della guerra dall’Ing. Barnocchi di Verchiano

DSC_0046

Eventi a Rasiglia:

Nella notte tra il nove e il dieci dicembre qui si celebra la Festa della venuta, accendendo grandi falò.

Il 26 dicembre e il 6 gennaio si recita per le vie del paese il Presepe Vivente. La rappresentazione è storicamente ambientata agli inizi del ‘900. I partecipanti ripropongono i vari mestieri, sui quali la piccola frazione basava la sua economia nel periodo più fiorente. Abbiamo potuto vedere già adesso la struttura per il presepe e altri addobbi, lasciati lungo le vie del paese.

IMG_3746

Penelope a Rasiglia: tutti gli anni si tiene una manifestazione incentrata sulle tradizioni del piccolo borgo, le tradizioni storico-culturali legate alla manifattura tessile e all’archeologia industriale Rasigliana. Racconti, poesia, workshop e musica.

DSC_0037

20180519_130439

Il focaraccio: La festa di San Macario, patrono di Rasiglia, si celebra il 2 maggio di ogni anno. Per l’occasione la sera della vigilia (il 1° maggio) e la sera della festività, viene acceso un enorme “focaraccio”.

Il focaraccio è una tradizione tipica delle nostre zone: consiste nel realizzare enormi covoni di fascine, sterpi, rami, foglie, oppure legna donata dai paesani, da accendere in segno di devozione e di rinnovamento spirituale e materiale; un modo per esorcizzare l’inverno appena passato e festeggiare la natura che piano piano rinasce a nuova vita. Tutta la comunità s’intrattiene attorno al focaraccio fino al suo spegnimento.

Precedentemente vengono preparate delle “sonette” con la corteccia arrotolata in forma conica dell’ornello: queste, soffiandoci dentro, emettono un suono allegro e stridente, che rende l’atmosfera ancora più “scoppiettante”.

Purtroppo dopo il terremoto del ’97 l’evento è stato sospeso per evidenti motivi; poi, con la ricostruzione che è stata quasi del tutto ultimata, la tradizione é stata nuovamente ripresa, anche se il focaraccio viene acceso soltanto la sera del 1° maggio. Noi quest’anno ce lo siamo persi, ma il prossimo anno, saremo lì per vederlo con i nostri occhi.

Luoghi di interesse:

Il castello di Rasiglia

La signoria dei Trinci di Foligno, fece costruire o ristrutturare il “Castrum roccha Rasilie” ad uso militare, insieme a vari castelli e rocche nei paesi limitrofi, circa undici.

Secondo l’originaria planimetria, il castello sarebbe stato più ampio rispetto all’estensione attuale: infatti, non era solo un luogo di difesa ma, anche di residenza del castellano, assieme ad uomini armati.

IMG_3762

Il castello, posto a 636 metri sul livello del mare, si adatta allo spazio del colle soprastante il paese. Oggi sono visibili solo un tratto di mura con due torri difensive minori, ristrutturate negli anni novanta ed il rudere del mastio, che nel 2006 è stato parzialmente restaurato.

Lo abbiamo ammirato dal basso, perché pur essendo maggio faceva veramente caldo e fare la scarpinata a piedi fino in cima, sarebbe stato improponibile sotto il sole battente dell’ora di pranzo!

DSC_0032

20180519_114359

Santuario della Madonna delle Grazie

Il santuario sorge presso il greto del fosso Terminara, a circa 1 km dal castello di Rasiglia.

La fondazione del santuario risale al 15 agosto del 1450, ad opera di Antonio Bolognini (vescovo di Foligno) a seguito del ritrovamento di una statua della Madonna in terracotta, inginocchiata in adorazione del Bambino. Nonostante il successivo spostamento della statua in altre diocesi, questa tornò più volte al luogo d’origine e si ritenne questo un segno della volontà divina; così si decise di erigere qui, una chiesa.

La chiesa a pianta quadrangolare, ha un’unica navata, il portico è sorretto da sei pilastri e tre colonnine, con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino. Vicino all’ingresso la finestra “del viandante”.

Il fiume Menotre e le sorgenti di Rasiglia

Le acque del Menotre scorrono attraverso opere di canalizzazione, determinando un intreccio d’invasi e cascatelle all’interno nel paese. La portata media del fiume in questo tratto è notevolmente diminuita e con essa la ricchezza ittica. Il Menotre nei secoli, è stato sfruttato per uso irriguo, dei mulini del paese e delle centrali elettriche di tutta la zona.

DSC_0105

Per chi come noi, ha l’occasione di passeggiare per le stradine di questo piccolo borgo, non può che rimanere attratto dai corsi d’acqua che caratterizzano l’abitato rendendolo unico ed affascinante; riflessi, colori e specchi d’acqua in ogni angolo della città.

DSC_0047

Le sorgenti di Rasiglia sono:

  • Capovena,
  • Alzabove,
  • Venarella,
  • Le Vene,
  • La Vena Pidocchiosa,
  • Le Vene di Campolungo.

La sorgente che alimenta e percorre Rasiglia è quella di Capovena; si trova nella parte alta del paese, ai piedi del palazzo che i Trinci occupavano all’epoca del loro governo sul territorio folignate, e che attraversa l’abitato formando rivoli e cascatelle che si riuniscono in una grande vasca denominata ‘Peschiera ‘ per poi riversarsi nel fiume Menotre.

DSC_0028

La leggenda narra che anticamente la sorgente sgorgava in località Acqua Pagana nell’alta valle del Chienti; gli abitanti consideravano queste acque una maledizione perché fuoriuscendo, allagavano i campi impedendo ogni tipo di coltivazione. Così decisero di ostruire la sorgente con dei sacchi riempiti di lana, bloccandone il flusso. Le acque cominciarono così a defluire a Rasiglia.

IMG_3737
ruscelli e cascatelle in ogni dove

DSC_0074

L’abbondanza di acqua ha favorito da sempre lo sviluppo del paese. Gli abitanti hanno saputo sfruttare la forza motrice dell’acqua per migliorare l’economia locale con la creazione di numerosi opifici: gualchiere, mulini a grano, lanifici e poi dopo il ´900 di due centraline idroelettriche.

I Mulini :

La straordinaria presenza di acqua aveva fatto di Rasiglia un paese di molini e di mugnai. Se ne ricordano quattro:

  • Accorimboni,
  • Angeli,
  • Silvestri,
  • Ottaviani.

Rasiglia era così in grado di servire tutto il vasto territorio circostante.

DSC_0009

La fantasia popolare, aveva coniato delle particolari espressioni in base al rumore delle macine: al molino Angeli “lu saccu pe’ coscienza”, al molino Silvestri “chi sci, chi no”, al molino Ottaviani “tutti uguali, tutti uguali”.

L’acqua investiva le pale che permettevano di azionare la macina in pietra. In genere i molini erano provvisti di due macine, una per il grano e l’altra per il mais e i cereali. Una volta frantumato, il grano veniva raffinato attraverso il “buratto”, un cilindro rivestito di finissima seta che separava la farina dalla crusca. Ogni macina poteva lavorare in un’ora fino a tre quintali di cereali.

20180519_112703

I lanifici:

Che Rasiglia fosse paese di pastori non poteva dirsi, però ogni famiglia aveva il suo gregge i cui prodotti erano sufficienti alla sua economia… quand’era maggio si procedeva alla tosatura della lana con le forbici di lamiera, larghe, nere, enormi, sotto l’arco di Appollonia in genere, durante la meriggia, o dietro ai pagliai…”.

Così si esprime Vanda Tonti nel suo “Vita col padre Umberto Tonti” in cui riferisce, con il sentimento della vita vissuta, le vicende, la realtà, le tradizioni della comunità di Rasiglia e del territorio circostante.

20180519_123445

La lana tosata, veniva poi filata, tinta e tessuta attraverso passaggi laboriosi e complessi finchè si confezionavano le pezze pronte da vendere o si realizzavano, con disegni più o meno complicati, bellissime coperte da letto. Due i lanifici presenti a Rasiglia: Tonti e Accorimboni.

Oggi sono individuabili i siti ed è possibile ricostruire in parte i cicli di lavorazione.

IMG_3764DSC_0091

Dove Dormire

Se volte un posto incantevole dove andare a dormire, vi consigliamo Cerqua Rosara Residence.

DSC_0107.JPG

Un residence con 5 appartamenti immerso in 3 ettari di terreno con tanto di asinelli, tavolo da ping pong, possibilità di fare tiro con l’arco e piscina. Gianni, il simpatico oste che gestisce questo luogo incantato, perso in mezzo alla colline di Valtopina, è stato meraviglioso. Ogni appartamento ha il nome di un fiore, il nostro era Gelsomino.

20180518_194154

Sapeva che eravamo lì per festeggiare il mio compleanno e ci ha fatto trovare sul tavolo della cucina, un vaso con dei fiori profumatissimi e colorati, con un bigliettino d’auguri. E’ stato davvero un modo magnifico di iniziare la nostra mini-vacanza.

La proprietà, così come tutto l’appartamento è tenuta in uno stato di manutenzione eccellente. Piena di ogni confort possibile immaginabile. Cucina super accessoriata, terrazzo, salotto, aria condizionata, caldaia, bagno molto grande, 2 camere da letto, cabina armadio, lavastoviglie, lavatrice, tavola da stiro e molto altro ancora. Troverete tutto il necessario per cucinare e sarete immersi nella pace e nel silenzio. Nell’appartamento c’è sia il caminetto che termosifoni ed aria condizionata, altre che tv e wifi gratuito. E guardate che fantastica vista dalla nostra finestra!

20180519_083644

Ci siamo trovati benissimo e Gianni è stato un oste cortese, gentile e disponibile. Abbiamo anche bucato una gomma in questa vacanza e ha fatto di tutto per darci assistenza e provare ad aiutarci a risolvere il nostro problema. Purtroppo di sabato pomeriggio, erano tutti chiusi ed abbiamo dovuto improvvisare con la ruota di scorta. Ma del resto anche questi piccoli inconvenienti, se pure molto fastidiosi, fanno parte dei viaggio on the road.

DSC_0121

I 3 ettari di parco sono una meraviglia, un’oasi di pace e relax. Verrebbe voglia di non lasciare mai questo luogo incantato ed immerso nel verde. Gianni ha anche degli asinelli che si fanno avvicinare e sono docili e dolcissimi.

DSC_0133

Dove mangiare:

Su suggerimento di Gianni, siamo andati a cena per festeggiare il mio compleanno in un incantevole locale a Valtopina, La Gabella. Ambiente caldo ed accogliente, cibo favoloso e estrema gentilezza e disponibilità da parte del proprietario e del personale.

20180518_202116

Abbiamo mangiato nell’unico tavolo disponibile nella loro cantina, in un ambiente raccolto, con luci soffuse ed intimo. Circondati da spesse mura in pietra, bottiglie di vino, candele e ambiente ovattato. Un locale davvero bello che è stata una piacevolissima scoperta.

20180518_215646

20180518_215829

Peccato averlo così lontano da casa! Il rapporto qualità prezzo è stato ottimo, così come le nostre ore trascorse lì. Finita la cena il titola del ristorante-enoteca è uscito a stringerci la mano e ringraziarci. Davvero una bella atmosfera!

20180518_204145

Non mancate di passare anche a Capodacqua dove potrete ammirare un incantevole ristorante con ruota di mulino, davvero pittoresco e caratteristico, così come tutto il paesino!

20180519_100929

20180519_101139

Purtroppo non sappiamo cose si mangi in questo ristorante, perchè non abbiamo trovato posto senza aver prenotato prima, ma il suo aspetto ci ha davvero incuriositi.

Davvero un borgo carinissimo e perfettamente conservato, con edifici interessanti.

20180519_101005

E lungo il percorso tanti borghetti interessanti, castelli e punti di assoluto interesse da non perdere se sarete da queste parti!

20180519_102257

Ovviamente una piccola toccata e fuga a Spello, vale sempre la pena e se poi sarete così fortunati da trovare anche l’Infiorata, non dimenticherete mai questo borgo umbro!

Abbiamo visto tanto verde e natura, trovato pace e relax, avvistato un cerbiatto e parti pieni di papaveri. Ma parlando con gli abitanti del posto abbiamo anche scoperto l’altra faccia dell’Umbria, quella che soffre, che si è spopolato dopo i sismi che l’hanno diramente colpita e appreso di tante persone che vivono e resistono nei villaggi di legno costruiti dopo quanto successo. C’è tanto da scoprire, preservare e ricostruire in questa regione che vive a cavallo dell’Italia.

Presto altri articoli alla scoperta dei borghi d’Italia. Restate collegati e mettete un like o commentate per farci sapere la vostra. Grazie

Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini (Ally Blue) e Ivan Balducci – 50 sfumature di viaggio ©2018

Alcune informazioni storiche sono state tratte dal sito ufficiale del comune di Rasiglia

 

41 comments on “Rasiglia, alla scoperta dei borghi Umbri”

  1. Dalla Scozia all’Umbria, un salto geografico e temporale! Non conoscevo affatto Rasiglia e attraverso il tuo articolo me ne sono innamorata anche io. Mi piacciono tanto i piccoli borghi, quelli con i fiumi e i mulini, quelli con le case di sasso e verde e ancora verde. Bel racconto e belllissime foto, complimenti

    Piace a 1 persona

  2. Questi sono i borghi che amiamo tanto visitare e l’Umbria ne è davvero piena! La leggenda legata all’acqua è davvero affascinante, specchio delle credenze dell’epoca. Mi piacerebbe molto visitare i lanifici e i mulini, li trovo luoghi pieni di storia! Grazie dei consigli, se dovessimo capitare in Umbria nel mese di dicembre faremo in modo di non perderci la Festa delle venuta!

    Piace a 1 persona

  3. Devo dire che hai passato un compleanno bellissimo! Mi dispiace leggere che ancora ci siano situazioni disagiate a causa del terremoto di anni fa! Mi dispiace perché non é giusto e soprattutto perché l’Umbria é una regione davvero straordinaria! Le tue foto e il tuo racconto dimostrano che davvero é una regione ricca di storia, cultura e natura!
    Grazie per aver raccontato di questo borgo a me sconosciuto fino a dora!

    Piace a 1 persona

  4. Ho deciso di entrare a leggere questo tuo articolo incuriosita dal nome di questo borgo di cui non avevo mai sentito parlare. Sono una fan dell’Umbria e dei suoi tesori. Non sono rimasta delusa, anzi ho allungato la mia lista di luoghi da visitare! Le tue foto (davvero belle) mi hanno fatto sentire come se fossi davvero a Rasiglia.

    Piace a 1 persona

  5. Sono stata in Umbria ad inizio anno e ho scoperto davvero tanti borghi meravigliosi. È incredibile quanti ce ne siano e quanto spettacolare sia ognuno di loro. Rasiglia non lo conoscevo e mi è piaciuto moltissimo scoprirlo attraverso i tuoi occhi. Per un ritorno in Umbria non mancherò di visitarlo! 😉

    Piace a 1 persona

  6. Ma che bel paesino! Sembra di stare in una fiaba. Non avevo mai sentito parlare di Rasiglia, ma dalle vostre foto e dal vostro racconto sembra un posto davvero interessante e caratteristico. Peccato sia così lontano! Che bel compleanno hai passato! 😊

    Piace a 1 persona

  7. L’Umbria è una regione davvero stupenda e offre degli scorci meravigliosi. Come nel caso di questo borgo (che non conoscevo) ma che ora ho proprio voglia di visitare di persona per fare mille mila foto.
    Sono sempre affascinata dalle tradizioni e mi rendo conto che molte si ripetono sul tutto il nostro Stivale, anche se in tempi diversi. Pensa che a Bergamo, dove vivo, anche noi facciamo bruciare covoni di paglia per salutare l’inverno (in genere a Carnevale)…
    🙂

    Piace a 1 persona

  8. Un regalo di compleanno coi fiocchi, ti sei fatta! Sono stata tante volte in Umbria, ma questo paesino mi è proprio sfuggito, lo devo ammettere. Hai scritto un post completo e interessante, ma non posso perdonarti una cosa: mi hai lasciato con la curiosità sulla Vena Pidocchiosa! Perché si chiama così???! XD

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Francesca, grazie!! In realtà è stata una sorpresa del mio compagno 😘. Credo si chiami in questo modo per il suo inutilizzo. la Vena Pidocchiosa si trova, venendo da Foligno, all’ingresso del paese; l’acqua alimenta il fiume Menotre e non è imbrigliata in alcun modo; non si usa né per irrigazione né per uso domestico. 😉

      Mi piace

  9. Credo che in Umbria ogni borgo abbia un fascino incredibile! È una terra piena di risorse, manifattura, artigianalità. Peccato che a causa delle crisi e dei terremoti queste realtà vengano spazzate via, costringendo chi le ha messe in piedi a spostarsi. Voglio credere che Rasiglia possa tornare ai suoi antichi splendori, anche se ha mantenuto il suo innato fascino.

    Piace a 1 persona

    1. Hai ragione, purtroppo il terremoto e tutto quello che è accaduto negli ultimi decenni ha spazzato via tante piccole realtà, che erano dei veri e propri gioielli. Spero che alcune di esse possano sopravviere.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.