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Acqualagna ed i tesori nascosti del Furlo

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Acqualagna, è una cittadina di circa 4.500 abitanti, nell’entroterra della provincia di Pesaro Urbino; situata nei pressi della spettacolare Gola del Furlo. E’ conosciuta in tutto il mondo per il tubero più costoso di tutti i tempi, il tartufo. In questa città infatti, ogni anno ad ottobre, si svolge la Fiera Nazionale del Tartufo.

Grazie alla Regione Marche e Fondazione Marche Cultura, abbiamo avuto il privilegio di conoscere come Ambassador per #destinazionemarche, questa pittoresca città, attraverso 3 itinerari che ci hanno condotto a scoprire alcune delle bellezze di questo territorio.

Abbiamo goduto della Magnificenza della Gola del Furlo sotto la guida esperta di Guazzaroni Tatiana, cortese e disponibile a rispondere ad ogni nostra domanda, che ci ha raccontato diversi aneddoti interessanti e spiegato la storia di questo luogo mistico, di cui vi parlerò in dettaglio tra poco.

In seguito abbiamo visitato una tartufaia, ospiti del Signor Osvaldo Ferri, esperto cacciatore di tartufi. E’ stato così cortese, da farci assistere al ritrovamento di alcuni tartufi. Siamo stati accolti in modo magnifico a casa della sua famiglia, che sembrava veramente un’oasi di pace. Sono stati ospitali e simpatici e ci hanno salutati con un piccolo rinfresco apposta per noi, che abbiamo gradito molto, visto il caldo di questa giornata.

acqualagna, tartufaia

Qui sotto vedete la stupenda tartufaia del Sigor Ferri, una piccola oasi di pace. Per sapere se il vostro terreno è idoneo alla crescita dei tartufi, occorre fare un’analisi chimica del terreno. Se la risposta è positiva, si può iniziare a piantare alberi, che facilitano la crescita del tartufo. Ci vogliono diversi anni prima che una tartufaia inizi a produrre i primi tartufi. E circa dopo 10 anni, la produzione cessa e bisogna ripiantare e ricominciare tutto il processo.

acqualagna, tartufaia

Il tartufo è un fungo ed appartiene al genere Tuber e cresce sotto terra. I tartufi crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radice di alcuni alberi o arbusti, detti piante simbionti, che ne consentono la crescita come le querce ed i lecci.

I tartufi vengono raccolti a mano e secondo tradizione, vengono individuati con l’aiuto dei cani, il cui fiuto è particolarmente sensibile alla loro presenza. Avete mai assistito in diretta alla ricerca di un tartufo? E’ stato davvero divertentissimo e poi la piccola cercatrice ha preso coccole e fatto da perfetta padrona di casa con tutti, una vera rubacuori!

acqualagna, tartufaiaacqualagna, tartufaia

Il terreno non produce sempre lo stesso tipo di tartufo, la varietà nel corso degli anni può cambiare. Il terreno deve essere solo annaffiato e tenuto il più pulito possibile, senza mettere nessun tipo di sostanza, che potrebbe andare ad alterare al qualità di questa prelibatezza, amata in ogni parte del mondo.

acqualagna, tartufaia

Lasciata la tartufaia, dopo un assaggio di vino di visciola prodotto in casa, ci siamo diretti all’ultima tappa del nostro tour, l’Osteria da Plinc, da poco visitata dallo chef Alessandro Borghese durante la puntata dedicata al tartufo, della fortunata trasmissione “4 ristoranti”.

acqualagna, osteria, cibo, italia

Lo staff dell’Osteria da Plinc, ci ha offerto un gradito assaggio di tartufo e ci ha fatto assistere ad una piccola lezione di cucina, preparando per noi i famosi Passatelli, con tanto di ricetta da provare a casa, ovviamente la tartufo!

La ditta Acqualagna tartufi, della loro famiglia, vanta una tradizione trentennale. Possiedono diverse tartufaie, che producono tartufo nero pregiato, tartufo bianco e scorsone in ogni periodo dell’anno.

Hanno una linea di prodotti completa dal biologico al vegan, che può essere acquistata on line, che arrivano a casa in 24 ore in ogni parte del mondo. Il tartufo va consumato emtro 10 giorni una volta che l’avete acquistato, conservato in frigo in un barattolo di vetro per non alterarne il sapore e se volete potete farci del burro e congelarlo, per mangiarlo ogni volta che volete.

Acqualagna, tartufo

Che ne dite di un bel piatto di passatelli, ovviamente al tartufo? Adesso non ci resta che provare a rifare a casa, la ricetta che ci hanno presentato, alla lezione di cucina! Possiamo assicurarvi che erano davvero buoni!

Acqualagna, osteria

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Stimolati da questa interessante esperienza, una volta terminati i tre itinerari che ci hanno proposto, ci siamo fermati ancora ad Acqualagna ed abbiamo continuato ad esplorare le bellezze di questo Comune, piccolo ma ricco di luoghi interessanti. Nel nostro articolo vi parleremo nel dettaglio della magnifica esperienza fatta qui e di tutte le sfumature di viaggio che abbiamo scoperto!

Sveliamo Acqualagna ad un visitatore curioso

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La casa natale di Enrico Mattei

Situata nei pressi della piazza che accoglie il Comune. Mattei fu partigiano durante la II guerra mondiale e attivo membro della resistenza. Fu Enrico Mattei a fondare l’ENI, una delle aziende che risollevarono economicamente l’Italia nel dopoguerra. Mattei morì nel 1962 a causa di un incidente aereo.

Le cause della sua morte rimasero un mistero fino al 2005, quando vennero finalmente ritrovati dei segni di esplosione sul relitto dell’aereo, che fanno propendere per un sabotaggio, ad opera dei suoi nemici. All’interno del museo multimediale, reparti d’epoca ed oggetti appartenenti a Mattei.

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Il palazzo del gusto

che nasce per valorizzare la conoscenza delle eccellenze del territorio. Si trova presso Palazzo Conti, nel centro storico cittadino, poco distante dalla casa natale di Mattei.

Il luogo ospita un vero e proprio centro espositivo, in cui sono raccolte tutte le tipicità enogastronomiche locali, unite alla possibilità di svolgere laboratori sensoriali. Potrete scegliere 7 itinerari del gusto, in base alle vostre preferenze.

Per saperne di più, potete cliccare a questo link.

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La Pietra d’autore

Tra le attività artigianali che hanno reso celebre Acqualagna ritroviamo la lavorazione artistica della pietra. Una tradizione secolare che affonda le sue radici nell’opera degli antichi scalpellini del Furlo.

La nostra guida ci ha raccontato che gli antichi scalpellini, crearono ed incisero nel monte, il volto del Duce, che era solito passare per Acqualagna e che aveva stretto amicizia con il proprietario dell’albergo locale. Un omaggio a Mussolini, che aveva rispetto per il loro duro lavoro. Il nonno della nostra guida, le raccontò, che il Duce si tolse persino il cappello, in segno di rispetto per la vita faticosa e dura che questi scalpellini, vivevano.

Acqualagna, parrocchia di st lucia, italia

La chiesa parrocchiale di Santa Lucia.

L’interno è costituito da un’unica navata. Nelle sei nicchie che costeggiano le pareti, si trovano resti di affreschi del XVI secolo. All’interno un bellissimo altare in Pietra, catturerà la vostra attenzione. Una piccola oasi di silenzio e di pace.

Acqualagna, santa lucia, chiesa

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Il Santuario Madonna del Pelingo

Situato poco oltre la località del Furlo, sorge alle pendici del Monte Pietralata. Un’oasi di pace e silenzio. Potete vedere la punta del suo campanile in questo scatto, che fa capire molto bene, quanta bellezza c’è in questo luogo. Natura a pardita d’occhio!

acqualagna, santario del belingo

acqualagna, santuario del Pelingo

Lo abbiamo visto di sfuggita, mentre eravamo diretti presso un’altra tappa, ma già dalla strada, camminando, si sentiva la voce del coro che cantava.

Acqualagna, abbazia di san vincenzo

Abbazia di San Vincenzo al Furlo

quello che oggi vediamo è ciò che rimane di un’antica Abbazia del secolo VIII. Fu eretta sui resti di un tempio pagano, che prosperò grazie alle offerte dei viandanti che dovevano attraversare il Furlo. L’Abbazia assunse la stessa funzione esercitata dal tempio, cioè di riscuotere le offerte fatte a Dio per l’attraversata del Furlo.

Nel 1011 il monastero di Petra Pertusa, fu eretto da San Romualdo, che riuscì a riportare i monaci a costumi più morigerati. Egli convinse i più bisognosi di penitenza a ritirarsi e costruirsi celle entro la Gola del Furlo, nutrendosi solo di acqua, pane ed erbe.

Nel contempo, fece costruire il piccolo eremo di San Ubaldo, che aveva il compito di proteggere i viandanti dai briganti e altri pericoli. L’Abbazia divenne sempre più ricca e potente, grazie alle offerte e il tempio divenne maestoso.

Acqualagna, abbazia di st vincenzo al furlo, italia

Nel 1040 divenne abate di Petra Pertusa, San Pier Damiani. In quel periodo il Monastero era spesso oggetto di saccheggi da parte di orde di delinquenti, ma l’arrivo di Pier Damiani, coincise con un momento di maggiore calma. I monaci ricominciarono a indossare l’abito bianco e l’Abbazia tornò ad essere un luogo di pace e serenità.

Acqualagna, st vincenzo al furlo, abbazia, italia, marche

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La chiesa attuale, in stile romanico, fu riedificata nel 1271, dall’abate Bonaventura. L’interno dell’edificio conserva una delle due primitive navate, una cripta a tre navate e un altare IX secolo. Vi sono anche resti di affreschi medioevali, sia nella navata destra che nel presbiterio, notevolmente rialzato rispetto al resto della chiesa. Nei pressi della chiesa si trova un piccolo ponte romano.

la flaminia, la gola del furlo

Via Flaminia

Nei pressi di Acqualagna sono presenti resti archeologici dell’antica via Flaminia. Aperta nel 220 a.C. da Gaio Flaminio, per collegare Roma ad Ariminum (Rimini). Essa ha rappresentato nell’antichità un asse viario fondamentale per il collegamento tra Roma e l’Italia settentrionale.

Acqualagna, gola del furlo

La gola del Furlo

Questa Riserva ci ha letteralmente rapiti! Il Furlo rappresenta uno straordinario scenario da percorrere a piedi in tutti i sentieri che lo costeggiano. Durante questo percorso, abbiamo ammirato strapiombi e natura incontaminata.

Acqualagna, gola del furlo, galleria del furlo

La strada consolare Flaminia, che in questo punto attraversa la gola del Furlo, fu realizzata attorno al 220 a.C. per volere di Gaio Flaminio, come collegamento tra Roma e Ariminum (Rimini).  La strada risaliva la vallata del Tevere fino agli Appennini dove, attraverso il passo della Scheggia, discendeva sul versante adriatico, lungo la valle del Metauro fino a Fanum Fortunae (Fano) da cui proseguiva per Pisaurum (Pesaro) per giungere fino a Rimini con un percorso lungo la costa.

Il tratto dell’antica via, valicava qui l’Appennino, nell’impervia strettoia tra i monti Pietralata e Paganuccio, a sinistra del fiume Candigliano, in un percorso già frequentato in epoca preromana.

La Via Flaminia, comprende una galleria lunga, che gli antichi chiamaromo “petra pertusa” o “forulus” da cui il nome di galleria del Furlo. Questa fu fatta scavare nel suo punto più stretto da Vespasiano, nel 77 d.C per consentire l’attraversamento degli Appennini dal versante tirrenico a quello adriatico. La galleria è alte circa 5 metri e profonda circa 38.

Acqualagna, galleria del furlo, scalpellini

La nostra guida ci ha raccontato che sono state scavate a mano con gli scalpelli, scaldando la roccia che da prima veniva bagnata con l’aceto, per renderla un pochino più lavorabile. Se vi avvicinerete abbastanza alla roccia, toccatela e guardate i segni che si vedono incisi sopra. Vedrete tanti segni di scalpello, che hanno creato questo capolavoro che resiste da secoli.

Acqualagna, gola del furlo, galleria piccola

Vicino a questa, un’altra galleria piccola, lunga solo 8 mt, forse scavata dagli Umbri o dagli Etruschi. La piccola galleria si presenta disomogenea e considerate le ridotte dimensioni, appena idonea al passaggio di un carro alla volta. Molti elementi fanno pensare che essa fosse dovuta ad un intervento di emergenza, al pari del muro di terrazzamento che potete vedere li vicino, che ne rafforza la struttura, a rischio, situata sul margine del dirupo in frana.

Acqualagna, gola del furlo, galleria piccola

Quando l’abbiamo visitata l’area era chiusa per lavori di ristrutturazione, ma abbiamo potuto sbirciare e fare ugualmente qualche foto, per renderci conto lo stesso, della sua bellezza. Se vi avvicinerete abbastanza potrete vedere i solchi nel terreno che indicano il passaggio sia in andata che al ritorno. Probabilmente era una via unica di percorrenza che conduceva in questo luogo.

I muri di sostruzione, ancora oggi ben visibili anche se in parte, sommersi dall’acqua del moderno lago artificiale, sostenevano la carreggiata nei punti critici e raggiungevano qui, un’altezza eccezionale di circa 20 metri.

Acqualagna, gola del furlo, galleria

Il Furlo è stato protagonista di molte vicende storiche

Il popolo italico che per primo comprese l’importanza della viabilità nell’economia, fu quello etrusco, che costruì la strada di collegamento tra Roma e Rimini, l’attuale Flaminia, chiamata così due secoli più tardi dal console Flaminio che la fece lastricare. La conquista del Furlo da parte dei Romani, avvenne senza difficoltà nel 295 a.C., dopo aver sbaragliato la confederazione italica a Sentino (Sassoferrato).

Acqualagna, gola del furlo, galleria

Il luogo divenne un passo molto transitato e Flavio Vespasiano vi fece scavare una nuova galleria (tuttora aperta al traffico e che abbiamo percorso sia a piedi che in auto), i cui lavori terminarono nel 76 dopo Cristo. La zona fu poi sede di conquista e battaglia tra Goti e Bizantini, che a turno la conquistarono e dominarono. Nel 1234, con la conquista di Urbino da parte di Buonconte da Montefeltro, il Furlo entrò a far parte del territorio dei Montefeltro e restò nelle tenebre.

L’avvento dei Della Rovere non migliorò la situazione e il Furlo pullulava di banditi. Solo nel 1631, come il Ducato d’Urbino, fu incorporato nello Stato Pontificio. Le condizioni di difficoltà, per la caduta di massi, l’incuria e la presenza di malviventi, non si attenuarono e nel 1771, le poste pontificie si videro costrette ad evitare la gola.

Fu solo nel 1797 che i francesi, portarono al Furlo il vento della rivoluzione e pensarono di bonificare la gola insediandovi un comando militare. Il 17 settembre 1860 il Furlo passò ai Savoia e il 17 marzo 1861 entrò a far parte del regno d’Italia. Nel 1863 il passo fu liberato dalla presenza dei banditi e reso sicuro.

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La prima guerra mondiale non lo coinvolse, ma l’area fu apprezzata per i collegamenti tra Roma e il fronte, soprattutto dopo l’avvento delle automobili.
E fu proprio l’automobile che fece conoscere ai dirigenti dell’U.N.E.S. di Milano, il Furlo e li convinse dell’alta possibilità di guadagno con le acque del Candigliano.
Nel 1922 vi passò Mussolini, le cui soste lo portarono a contatto con l’albergatore Candiracci. Nel 1936 la milizia forestale volle immortalare l’immagine del Duce attraverso il famoso profilo nella montagna.

Durante la seconda guerra mondiale, il Furlo visse momenti di tensione, ma non fu teatro di feroci scontri. Gli anni settanta furono invece anni devastanti, soprattutto per il paesaggio, rovinato dall’attività delle cave. Negli anni ottanta sono state costruite due nuove gallerie di 3391 m. che da allora assorbono il traffico della Flaminia, restituendo la gola alla gioia dei suoi estimatori.

Acqualagna, gola del furlo

La grotta del grano

Abbiamo inoltre potuto ammirare ritornando in un secondo momento con la nostra macchina, per fare un ulteriore visita della Gola, la Grotta del grano”. Un grande riparo naturale, legato all’attività di transumanza dei pastori, verso i passi appenninici, che testimonia come la zona fosse già frequentata fin dall’età preistorica.

Fu grazie agli scavi archeologici, che qui venne riportato in luce un deposito antropozoico. I materiali rinvenuti, erano per la maggior parte frammenti di ciotole, tazze, olle. Il nome della grotta deriva dal rinvenimento, avvenuto nell’Ottocento, di una ricca provvista di grano e di altri cereali carbonizzati, attribuibile al periodo immediatamente successivo alla guerra greco-gotica, quando in questa zona, si verificò un incendio ad opera dei Longobardi.

Vitige, re dei Goti, aveva fatto costruire sulla Flaminia, a controllo della strada, il cosiddetto castello gotico, tra la galleria di Vespasiano, che ne costituiva la porta orientale e la Grotta del Grano, comprendente al suo interno case e baracche per i militari e le loro famiglie. La fortezza, in questo strategico punto di transito, fu oggetto di lunga contesa e venne conquistata più volte ora dai bizantini ora dai goti, finchè i Longobardi, in marcia verso Roma, nel 571 d.C. distrussero definitivamente il castello con il fuoco.

Acqualagna, gola del furlo, diga

La diga

realizzata nel 1922. E’ del tipo ad arco di gravità, alta 59 metri con uno sviluppo del coronamento di 50 metri ed è una tra le più famose e spettacolari del centro Italia. Si resta impressionati della sua incredibile maestosità.

Il chiavicotto

ancora poco conosciuto, fu costruito per il deflusso della acque che dalla montagna, sgorgavano verso la valle, situata a 100 metri più ad est rispetto alla galleria di Vespasiano. Specie rare floristiche protette vivono in questa riserva, come la Moehringia papulosa, particolarmente rara e nidi di acquile.

Il fiume divide in due quello che una volta era un unico massiccio, per milioni di anni solcato dal Candigliano, che ha lasciato una profonda spaccatura sul suo percorso. È anche per questo motivo che i monti racchiudono una sorprendente varietà di elementi interessanti. La Gola è formata da un enorme parete di calcare spaccata in due, per erosione da parte delle acque, tra il Monte Paganuccio e il Monte Pietralata.

Acqualagna, gola del furlo, diga

La Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo

Fu istituita nel 2001 e preserva in un ambiente incontaminato dall’aquila reale, al falco pellegrino, oltre che tantissime altre speci come il gufo reale, il picchio muraiolo, la rondine montana, il rondone maggiore e il gracchio corallino. Al Furlo vivono lupi, caprioli, daini, cinghiali. La vegetazione che ricopre le cime del massiccio è costituita in prevalenza da querceti con roverella, carpino nero, orniello, acero, sorbo.

Il Castello di Pietralata

E Prima di lasciare definitivamente la zona, potete approfittare della vicinanza per andare a visitare Il Castello di Pietralata che si trova sul versante meridionale del Monte di Pietralata. E’ un’antica costruzione risalente al XI secolo, composta dalle rovine ben conservate, del grande muro di cinta, la chiesa della SS. Trinità ancora consacrata, le rovine dell’insediamento centrale adiacente detto maschio e una Casa Canonica collegata alla chiesetta da un particolare passaggio sospeso.

Un grazie va anche al Sindaco della Città, che ci ha accolti e salutati, prima dell’inizio del nostro tour nella sua splendida Acqualagna.

NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini ed Ivan Balducci @2108. Vietato ogni uso. 50 Sfumature di viaggio – Scozia on the road.

**fonti consultate per scrivere l’articolo:

http://www.acqualagna.com/musei-e-archeologia/

http://www.riservagoladelfurlo.it/la-riserva/la-riserva-nella-storia/

http://www.riservagoladelfurlo.it/

10 comments on “Acqualagna ed i tesori nascosti del Furlo”

  1. La Gola del Furlo mi affascina da sempre, o meglio, da quando ho scoperto della sua esistenza leggendo le riviste di Bell’Italia! 🙂 Il tuo articolo me l’ha fatta riportare alla mente, insieme ad altre validissime ragioni per organizzare un viaggetto verso Acqualagna e dintorni!

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      1. Esattamente!! 🙂 Il tartufo è una tentazione totalmente irresistibile per me!! ❤ Se poi unita a questi luoghi favolosi…combo perfetta!!

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