"pub storici di Edimburgo"

Pub storici di Edimburgo

Pub storici di Edimburgo, un viaggio tra storia e luoghi interessanti. Dove mangiare nella capitale scozzese.

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Come sapete ogni venerdì vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook, con una rubrica dedicata ai pub più interessanti di Edimburgo.

In questo articolo vedremo alcuni dei pub più antichi della capitale scozzese, quelli che trasudano storia e che vi faranno immergere in atmosfere uniche ed indimenticabili. I misteri che si celano dietro ai loro nomi e le storie più o meno macabre, che li hanno visti protagonisti nel corso dei secoli.

Molti locali interessanti si trovano lungo la Royal Mile e nella zona di Grassmarket, anche se ce ne sono tanti altri sparsi per tutte le zone della città. Non vi basterà un viaggio solo per provarli tutti, ma speriamo di stuzzicare un pò la vostra curiosità e di farvi tornare un’altra volta!

Prima di iniziare, scopriamo insieme qualcosa in più sulla storia di questi luoghi caratteristici della capitale Scozzese.

edimburgo, royal mile

Nel corso dei secoli, molte figure leggendarie hanno camminato sui ciottoli della Royal Mile; da personaggi romantici come Mary Queen of Scots e Bonnie Prince Charlie, al sinistro Burke & Hare e Deacon Brodie.

Il famoso politico e leader repubblicano James Connolly era uno spazzino che lavorava lungo la Royal Mile. Il ministro riformista John Knox era un predicatore presso l’High Kirk di St Giles. Uno dei primi grattacieli è stato costruito qui e, svetta in alto sopra la Royal Mile e all’adiacente Cockburn Street.

Gran parte delle strade sono state costruite in cima a strade più vecchie e ai close; alcuni dei quali sono stati recentemente aperti ai visitatori. L’intera zona è conosciuta come la “Città Vecchia” o Old Town. Vi abbiamo già parlato dei close di Edimburgo in questo articolo: Edimburgo e i suoi “closes”.

edimburgo, palazzi
foto di Glenn McNaughton

Grassmarket invece, fu aperto nel 1477 con un’ordinanza di Re Giacomo III e chiuso nel 1911. La macabra storia di questo luogo iniziò nel 1650, quando questo sito, prima così vivace e fiorente, fu scelto come sede per le pubbliche esecuzioni, che prima avevano luogo in Castle Hill e Market Cross; anche Alexander Cockburn trovò qui la sua fine.

Nel 1736, Grassmarket fu la scena dell’infame Porteous Riots. Un’Edimburgo arrabbiata si alzò in protesta e molte persone furono arrestate o uccise. Porteous stesso fu condannato a morte. Anche James Andrews fu impiccato qui nel 1784.

Andiamo a conoscere i locali più interessanti che si snodano lungo questi luoghi carichi di memoria, perché non so voi, ma noi quando viaggiamo, cerchiamo sempre di immergerci nella storia del luogo, di conoscere angoli nascosti e, se possibile, viverli e portarci a casa un nostro personale ricordo.

Pub storici di Edimburgo

Abbiamo già pubblicato 2 mini-guide su dove mangiare ad Edimburgo, nelle quali troverete altri locali storici, che non vi riproponiamo nuovamente. Se ve le siete perse, potete trovarle a questi link:

Mangiare ad Edimburgo: mini guida sui posti più particolari (2 Parte)

Mangiare ad Edimburgo: mini guida sui posti più particolari

 

pub edimburgo, ingresso

The White Hart Inn

34 Grassmarket. Edimburgo è una delle città più infestate del Regno Unito e questo pub non è da meno. Senza dubbio uno dei bar più antichi della città. Fondato nel 1516, ma l’edificio attuale risale al 1740.

Potete seguire le orme di Oliver Cromwell, Wordsworth e Robert Burns, entrare e bere qualcosa in questo locale. Oppure potete esplorare una delle macabre storie che lo avvolgono: nel 1828 questo locale ospitò i due assassini William Burke e William Hare. Questa coppia trovò alcune vittime proprio in questo luogo, facendoci amicizia, prima di attirarle nei loro alloggi vicini per ucciderle e poi venderle al Dottor Knox, per la dissezione anatomica. Si dice che il fantasma di uno di quei poveri incauti, risieda ancora al suo interno.

pub edimburgo, soffitto con poesie

Il suo nome deriva da un incidente di caccia, avvenuto nel 1128, quando re David I incontò un cervo bianco mentre cacciava, in quello che oggi è Holyrood Park. La leggenda narra che mentre re Davide I andava a caccia, incontrò la “bestia bianca” a Holyrood Park e fu disarcionato dal suo cavallo, spaventato dal cervo.

Secondo le varianti della storia, il re non fu incornato dall’animale in carica, grazie all’apparizione miracolosa di una santa croce, che scesa dal cielo spaventò il cervo; o forse dalla luce solare riflessa da un crocifisso, che apparve all’improvviso tra le corna del cervo, mentre il re tentava di afferrarle per legittima difesa.

pub edimburgo, quadro di poeta

Come atto di ringraziamento per la sua fuga, David I fondò l’abbazia di Holyrood sullo stesso sito nel 1128 e una testa di cervo con una croce tra le corna è il simbolo ufficiale di Holyrood.

Robert Burns soggiornò qui per una settimana nel 1791, e potrebbe aver scritto il suo famoso poema “Ae Fond Kiss” proprio qui.

Se siete alla ricerca di catturare alcune impressioni del 1516, questo potrebbe essere il posto giusto per voi. Sebbene non sia molto grande, meno di 10 tavoli, offre un caloroso benvenuto e musica tradizionale dal vivo ogni sera. Pare che ci sia anche una cantina infestata, strani rumori di tanto in tanto!

Conan Doyle

71-73 York Pl. Come suggerisce il nome, questo pub è dedicato all’autore del famoso Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle, nato nel 1859 in una delle case di questa piazza, con esattezza a Picardy Place.

Sfortunatamente, l’edificio dove nacque, fu demolito negli anni ’60, ma una grande statua in bronzo di Holmes, si trova approssimativamente nel punto in cui sorgeva la sua casa.

Per decenni in questo famoso locale si sono radunati tanti fan dello scrittore per bere una pinta di birra fresca e discutere del loro racconto del mistero preferito. All’interno potete immergervi in un’atmosfera unica e raccolta, tra tanti oggetti e ambiente soft.

Se vi interessa il genere, vi ho parlato della casa museo di Sherlock Holmes in questo articolo: Il Museo di Sherlock Holmes, Londra e le sue particolarità.

pub edimburgo, ensign

Ensign Ewart

521 Lawnmarket, in questo sito c’era una casa pubblica almeno fino al 1680. Il bup all’origine si trovava nel punto in cui ora si trova la cantina. L’attuale edificio che si vede da fuori, risale alla fine del XVII secolo, anche se alcuni tessuti e parti nascoste della cantina, provengono da un periodo precedente.

Il pub prende il nome da Ensign Charle Ewart, che nacque a Kilmarnock nel 1769. Fu membro degli Scots Grey e combattè a Waterloo dove nel 1815, da solo, catturò lo stendardo dell’aquila reale francese. Dopo aver lasciato l’esercito si trasferì a Salford, vicino Manchester, per vivere con la mogli. Fu qui che morì e venne sepolto nel 1846.

Fu solamente nel 1938 che fu scoperto il sito della sua tomba originale, in un cantiere in costruzione. Fu reinterrato durante una grande cerimonia al castello di Edimburgo, dove i suoi resti riposano. Da allora il pub ha preso il suo nome. La sua tomba è segnalata da un blocco di granito poco più in alto sull’Esplanade.

L’Ensign Ewart ha la particolarità di essere il pub più alto di Edimburgo. E’ piuttosto piccolo con un tetto basso, l’atmosfera è accogliente e tradizionale. L’arredamento riflette il nome del pub, con esposti dipinti militari e di cavalleria e manufatti del periodo che adornano le pareti. C’è musica dal vivo diverse sere a settimana.

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Jolly Judge

al 7 di James Court. Nascosto in un vicolo di Lawnmarket, il Jolly Judge non attira molto l’attenzione se visto dall’esterno, ma una volta entrati offre un’atmosfera da “vecchio mondo”, che riporta in un’altra epoca. Alle parteti, tanti dipinti che fano immergere nella storia.

La strada su cui sorge è James Court, residenza per benestanti al tempo della sua costruzione nel 1720 e, in cui hanno abitato luminari come il filosofo David Hume e l’autore James Boswell.

pub edimburgo, quadro

È un pub sotterraneo relativamente nascosto. Ha un soffitto a travi basse e un bar abbastanza lungo che serve una buona selezione di birre e whisky. La sua atmosfera rilassata lo rende un buon punto d’incontro ideale per fare una chiacchierata tra amici, lontano dal trambusto della Royal Mile.

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Tolbooth Tavern

167 canongate, accanto all’Old Tolbooth wynd. The Tolbooth Tavern è parte dell’originale Canongate tolbooth, costruita nel 1591. L’edificio veniva usato per raccogliere i pedaggi dei visitatori che entravano nel borgo ma, fu usato anche come sala del consiglio, centrale di polizia e prigione.

La prigione ospitò chi supportava la causa per la libertà e molti di questi furono ingiustamente imprigionati e brutalmente torturati. Si pensa che un sospetto stregone sia stato esorcizzato qui da Sir Lewis Bellenden. La sfortunata anima era così terrorizzata che morì di paura poco dopo.

Nel 1654 le guardie di Oliver Cromwell rinchiusero qui diversi nemici scozzesi, ma le mura del tolbooth non riuscirono a trattenerli e gli scozzesi si crearono la loro via di fuga usando delle strisce di coperte, per calarsi fino alla strada. Anche i Covenanters furono imprigionati qui tra il 1661 ed il 1688.

 

Molti prigionieri di questo luogo furono mandati a lavorare nelle piantagioni ai caraibi per sette anni. Alla fine di questo periodo, potevano fare ritorno in Scozia o rimanere nelle colonie. Tutti prima di partire venivano marchiati, quindi nessuno poteva più sfuggire al suo passato. Le donne avevano il viso segnato con un ferro da stiro mentre agli uomini, di solito, veniva tagliato un orecchio.

La parte posteriore del pub fu originariamente costruita come un alloggio nel 1750 e continuò a essere usata con questo scopo, fino al primi del ventesimo secolo. Mentre quest’area della struttura non è tanto vecchia quando la parte davanti, molte persone la trovano più inquietante ed hanno dichiarato di sentire come delle presenze.

Oggi, infatti, la taverna ha fama di essere infestata da una varietà di spiriti, tra cui (forse) il fantasma di Lewis Bellenden, il sospetto stregone morto qui, dopo aver subito un traumatico tentativo di esorcizzarlo.

La facciata anteriore è diventata una taverna nel 1820, inglobando la parte posteriore circa 100 anni fa. Questo pub serve piatti tipici scozzesi, ottima birra, haggis, fish&chips e tante altri piatti.

pub edimburgo

The Canons’ Gait

La sezione Canongate del Royal Mile è stata così chiamata perché era la via che percorrevano i canonici di Holyrood Abbey fino alla Cattedrale di St Giles. Canon’s gait fa riferimento con orgoglio a queste origini storiche (e grammaticali). Canongate, rimase una città separata da Edimburgo fino a che non venne integrata nella città nel 1865.

Questo luogo si trova accanto a Chessel’s Court, scena di un crimine infame che si pensa abbia ispirato Robert Louis Stevenson, nel Dr. Jekyll e Mr. Hyde. La leggenda narra che il giovane Stevenson avesse un armadietto di Brodie nella sua camera da letto e che questo lo ispirò a scrivere sulla doppia vita di quest’uomo. Questo mobile è in mostra al Museo degli Scrittori di Edimburgo.

Brodie, di cui vi ho già parlato nelle precedenti mini-guide, era un consigliere comunale e un maestro ebanista che duplicava le chiavi dei suoi clienti per tornare a rubare nelle loro dimore nel cuore della notte. Quando i suoi debiti diventarono troppo ingenti, egli mise gli occhi sull’ufficio doganale di Chessel’s Court, facendo un passo falso che portò alla sua cattura e allo smascheramento della sua doppia vita.

captains bar, edimburgo

Captain’s Bar

Che vi cito perché in una delle sue stanze morì quello che è conosciuto come il peggior poeta scozzese, William McGonagall. Morì nel 1902, prima di essere sepolto in una tombaa Greyfriars Kirkyard.

Famoso per le sue strazianti poesie in rima “doggerel”, McGonagall è oggi famoso anche perché si pensa che ispirò JK Rowling per uno dei suoi personaggi. Un professore di Hogwarts porta il suo nome, in sua memoria. Noi la conosciamo come Minerva Mcgranitt, ma nella versione inglese è Minvera McGonagall 😉

Per conoscere di più su Harry Potter ed il suo legame con la capitale scozzese, potete leggere qui: A passeggio per Edimburgo con Harry Potter.

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The doric

15-16 Market Street. Uno dei più vecchi pub costruito nel XVII secolo, originariamente usato come negozio. Alla fine del XIX secolo l’edificio divenne un pub per la prima volta e serve pasti caldi dal 1823. Non siamo entrati perchè andavamo un pò di fretta, quindi non abbiamo foto degli interni di questo pub. Prende il nome dall’antico dialetto degli scozzesi settentrionali, usato prevalentemente nell’Aberdeenshire e non va confuso con il termine inglese, che ha tutt’altro significato!

The doric si fa strada durante il XVIII secolo, dopo l’Unione del 1707 – che unì Inghilterra e Scozia in un unico stato della Gran Bretagna. In quel momento la lingua scozzese fu riclassificata. Fino al XVIII secolo era dato per scontato che lo scozzese fosse una lingua mentre,  in seguito, scozzese venne considerato un “dialetto provinciale”.

Doric, è un nome largamente usato e compreso nel Nord Est della Scozia e quando lo menzioniamo probabilmente evoca un’immagine della Scozia nordorientale, di agricoltori e comunità di pescatori, certamente di tradizione, e anche di un dialetto distinto della lingua scozzese, spesso difficile da pronunciare per tutti gli altri. Il Doric è scozzese, certo è distinto a livello regionale, ma fa ancora parte della lingua scozzese a livello nazionale. Ed è proprio a questa parte della storia della Scozia che si riferisce il nome di questo locale.

pub edimburgo

Sheep heid inn

43-45 The Causeway. Considerato il più antico pub della capitale (se non del paese), serve liquori dal 1360. Per raggiungerlo potete lasciare l’auto vicino al laghetto delle anatre nel lato ovest di Holyrood Park e godervi una passeggiata nell’incantevole quartiere di Duddingston, dove spiccano case da fiaba. Il villaggio di Duddingston è abitato fino dal XII secolo e nelle vicinanze c’è anche un antico Kirk.

L’edificio che vi troverete davanti, non è spettrale come ci si aspetterebbe ma è ricco di storia e vanta ospiti famosi del passato, tra cui Maria Regina di Scozia e la regina Elisabetta II. Questo pub è famoso per la sua calorosa accoglienza, i suoi interni e naturalmente la corsia degli skittles vittoriana, che lo rende estremamente popolare.

pub edimburgo, pista per giocare

Cos’è lo Skittles? È un pò come il bowling, solo più intriso di storia e romanticismo! Il pub internamente è molto accogliente e suggestivo, con diversi ambienti caldi e con luci soffuse e c’è anche un caminetto!

pub edimburgo

The Booking office

questo edificio storico, guarda ad ovest dei giardini di Prince street ed è parte del patrimonio mondiale Unesco. Nel 1846, la North British Railway Company, costruì una stazione alla fine di questi giardini. Tutto quello che ne resta oggi, si trova nel rimodernato Booking Office.

pub edimburgo

Originariamente aveva nove archi sulla facciata frontale e diversi aspetti sono stati modificati con la ristrutturazione.

Il Booking office più tardi diventò the Parceis Office, fino al 1984. Successivamente fu convertito in un locale autorizzato, prima di diventare un ristorante e una free house, Wetherspoon. Certamente la vista che offre è veramente splendida, in ogni stagione dell’anno, di giorno o di notte, quando le luci delle città brillano.

Bennets Bar
Lvene Street, Tollcross. Dalle sue vetrate, i raccordi in ottone e il lavoro di verniciatura in Royal Green, il Bennets Bar che è rimasto praticamente invariato dal 1836. Ve lo segnalo per la sua particolarità storica, ma non ci siamo mai stati.

Il Bennets oggi è aperto a tutti ma, le donne ed i bambini un tempo, potevano entrare solamente da una porta separata, lontano dalla vista dagli uomini. Oggi, solamente un ricordo di un tempo passato.

bar edimburgo

The Milkman

Si vocifera che sia il miglior caffè di Edimburgo, e si trova lungo i ciottoli di Cockburn street. Ci siamo passati davanti ogni mattina, perchè era vicinissimo all’albergo del nostro utlimo viaggio.

Echi del passato di Edimburgo possono ancora essere intravisti oggi, grazie ai numerosi “segni fantasma” che si trovano in giro per la città.

Passato e presente si intrecciano costantemente a Edimburgo, e non solo quando edifici di secoli diversi si trovano fianco a fianco. Scorci della vita commerciale della capitale, alcuni risalenti al XIX secolo, sono ancora visibili sotto forma di insegne dipinte a mano, sugli edifici della capitale. Molti di questi “segni fantasma” sono stati portati quasi all’invisibilità nel corso del tempo, perchè sormontati da altri elementi ma, anche se nascosti, sono rimasti ben conservati. Tutti, hanno una storia da raccontare ed è anche quello che è capitato a questo luogo.

Inizialmente il proprietario pensava di mettere la sua insegana, ma ogni volta che toglieva uno strato delle insegne precedenti, sopra la porta d’ingresso, era come tornare indietro di almeno 10 anni, fino a quando non è comparsa la scritta “Confections Snacks Sigarettes”, dipinta sulla pietra. La vernice stava iniziando a sfaldarsi, ma era ben conservata, così, insieme all’Edinburgh World Heritage hanno lavorato per sistemare questo eco del tempo passato, rimasto impresso nel muro del locale.

Cosa rende esattamente un vecchio marketing un “segno fantasma”? In primo luogo, si tratta di insegne storiche che sono diventate in qualche modo ridondanti, oppure sono cadute in disuso, ma che si possiamo ancora vederle e leggerle. In secondo luogo, c’è l’aspetto visivo che si ottiene solo dai segni dipinti; che col tempo cominciano a svanire, lasciando questo aspetto traslucido, come una fotografia che pian piano scolora e svanisce. L’attrazione della segnaletica fantasma, è data per lo più dalla storia che incarna.

E’ anche questo eco del passato che attira l’attenzione su questo locale, perchè tanti come noi, si fermano a fotografare la scritta sul muro, perchè attratti dai quei segni fantasma e poi entrano per mangiare o bere qualcosa!

In ultimo vi avevo promesso, in un precedente articolo, che vi avrei spiegato più nel dettaglio la storia di un locale molto conosciuto e che a noi, piace davvero tanto; eccola qui!

edimburgo, the world's end close

World’s End

situato lungo la Royal Mile, è forse uno dei pub più famosi pub di Edimburgo. Per risalire alle origini del suo nome, occorre tornare indietro fino al XVI secolo, tempo in cui Edimburgo era una città fortificata. Il pub World’s End prende il nome dalla sua posizione, adiacente all’ex porto di Netherbow. Si trattava di una porta difensiva che, una volta, attraversava la Royal Mile, proprio in questo punto, separando la città vecchia dal Canongate.

L’area all’interno del Port Gateway divenne nota come “la fine del mondo” perché, per quanto riguardava i cittadini di Edimburgo, era letteralmente dove finiva il loro mondo! La base del porto può ancora essere vista al di fuori del pub, contrassegnata da piastre di metallo nella carreggiata. The World’s End Close si trova adiacente al pub. Le fondamenta del pub incorporano anche una parte del Flodden Wall, che una volta era una parte importante delle difese della città.

muro, flodden wall

Al termine della battaglia di Flodden nel 1513 fra l’Inghilterra e la Scozia, nel corso della quale fu ucciso il Re Giacomo IV di Scozia, fu eretto un muro per proteggere gli abitanti della città di Edimburgo. Le porte erano situate proprio all’entrata di questo pub.

La città contenuta all’interno delle mura difensive, aveva un numero di porte per consentire l’accesso e l’uscita dalla città. La porta principalmente utilizzata era quella del porto di Netherbow, che si trovava sul sito dello svincolo del The World’s End. Questa porta era un’entrata pesantemente fortificata, con un cancello che poteva essere chiuso sulla strada, delimitato su entrambi i lati da torri robuste.

Sebbene il porto di Netherbow sia stato smantellato nel 1760, il profilo del vecchio portale è ancora visibile, segnato con placche di ottone nella strada acciottolata, lungo la Royal Mile.

pub edimburgo

La campana originale che si trovava nel porto di Netherbow, che veniva suonata ogni sera, per avvertire i cittadini che i cancelli sarebbero stati chiusi per la notte, sopravvive ancora in cima a una torre di cemento adiacente al Netherbow Arts Center, che si trova nelle vicinanze.

L’accesso alla città che avveniva attraverso il porto di Netherbow, richiedeva il pagamento di una tassa o di un pedaggio, che doveva essere pagata da tutti, anche dai residenti di Edimburgo.

Molte persone povere della città, non potevano permettersi di pagare questa tassa e di conseguenza furono letteralmente intrappolati all’interno delle mura della città.

Questo incrocio, con la sua enorme porta, era il più lontano possibile dalle case sulla Royal Mile. Era, figurativamente, il limite del loro mondo tanto che per i residenti della città, questa era la fine del mondo.

edimburgo, cibo, worlds end

Oggi, coloro che si avventurano all’interno di questo pub, scopriranno un’ospitalità unica, ottimo cibo e musica. Il posto è carinissimo, il personale veloce e cortese.

Forse l’unico appunto che posso fare riguarda la cucina piccola e in piena vista, dalla quale fuoriescono parecchi odori; dall’altro lato, potrete osservare in diretta la preparazione dei vostri piatti! Non mancate di assaggiare i dolci; il mio Sticky Toffee Pudding era buonissimo, così come tutta la nostra cena! Birra scozzese rigorosamente e gran finale un bel bicchiere di whisky.

 

Bene la nostra passeggiata attraverso i pub storici di Edimburgo, si conclude qui! Se ne avete altri da segnalare, non mancate di commentare qui sotto e farci sapere! Inoltre per tutti i locali che non abbiamo mensionato nuovamente in questo articolo, vi inviatiamo a leggere le nostre Mini-Guide pubblicate in precedenza.

Qui trovate una mappa, di tutti i luoghi di cui vi abbiamo già parlato nelle nostre guide sui locali della città, che speriamo passa esservi utile e che trovate a questo link: mappa pub storici di Edimburgo.

19 comments on “Pub storici di Edimburgo”

    1. Ciao Bea, grazie per la condivisione! Mi fa piacere che ti piaccia il mio articolo! Mi piace scoprire la storia dei luoghi che amo, anche da angolazioni differenti! 🙂
      Spero davvero che tu possa tornare in Scozia al più presto

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  1. La Talbooth Taver è forse quella che mi ha colpito di più. Non se dipende dall’ingresso che sembra ucito da un film di Harry Potter, ma mi è sembrato di essere lì per davvero. Non da meno sono tutti gli altri. Tra particolari sul soffitto, portoni rossi, boccaloni di birra e altro mi è venuta una grandissima fame e una grande voglia di partire e creare un tour che li possa toccare tutti dal primo all’ultimo! 😉

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  2. Ho un debole per i locali storici: siano essi pub, caffè o ristoranti. Mi piace l’idea di entrare in un luogo intriso di storie e tradizioni. Confesso però che nel mio breve viaggio ad Edimburgo non ho visitato nemmeno uno di questi pub. La soluzione? Tornarci al più presto!

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  3. Sono stata ad Edinburgo tanti anni fa, per lavoro, e mi è piaciuta moltissimo ma leggendo questo post mi rendo conto che non la conosco affatto: non sono entrata in nessuno di questi pub??? Male, malissimo, anche perchè Scozia e pub è come natale e panettone ! Me li segno tutti tutti, prossimo tour Scozia around the Pub!

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  4. A Edimburgo preferisco i pub fuori dal Royal Mile. Il Conan Doyle è in assoluto uno dei miei preferiti (a proposito, è tornato a essere “Conan Doyle” o è ancora intitolato a JK Rowling?). Un altro gran pub, sia per qualità della birra che per il cibo è il Doric, dietro Waverly Station.

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    1. A dicembre scorso era già di nuovo Conan Doyle … credo che sia stato un passaggio di testimone temporaneo! Però mi dispiace non essere stata lì per vederlo … e mi chiedo se per l’accasione, avessero anche cambiato gli interni ed i particolari. Tu l’hai visto??? Il Doric è carinissimo, concordo con te 🙂

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