Natale in Scozia: tradizione, storia e usanze

Come nasce la tradizione del Natale in Scozia. Usanze, storia, festeggiamenti, credenze e curiosità tutte da scoprire.

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Come nasce la tradizione del Natale

Per capire l’origine della tradizione del Natale in Scozia, dobbiamo tornare indietro al tempo dei Celti pagani, che festeggiavano il Solstizio d’inverno, il giorno più breve, freddo e buio dell’anno. Le festività servivano, in parte, per illuminare le buie giornate invernali e, in parte, per placare gli dei e consentire al sole di ritornare. Tanto Folklore arriva delle Isole Orcadi e dalle Shetland e dai loro abitanti norrenni, molto del quale è arrivato fino ad oggi, viaggiando nel tempo e attraverso le generazioni.

monoliti e crechi di pietre

I vichinghi iniziarono a razziare la Scozia alla fine del 700 d.C. Più tardi vi si stabilirono, portando il loro modo precristiano di celebrare il solstizio d’inverno, che chiamarono Jöl (che divenne Yule in Scozia, anche se non tutti sono d’accordo sul fatto che la parola Yule, derivi dal Norvegese JÖL.

Yule, ovvero, il Natale, veniva celebrato per almeno 12 giorni e si ritiene che fosse un modo per onorare gli antenati, nel periodo più buio del calendario. Più di mille anni dopo, alcune tradizioni festive scozzesi fanno ancora riferimento ai Vichinghi e a Yule. Non è chiaro cosa sia successo nei confini e nelle pianure della Scozia in questo periodo dell’anno ma, sono tradizioni che arrivano dal Nord.

Con l’istituzione del cattolicesimo romano in Scozia nel V e VI secolo, le tradizioni pagane del solstizio d’inverno furono mescolate con le tradizioni cristiane.

natale in scozia, vetrina con albero di natale

Prima della Riforma scozzese del 1560, il Natale in Scozia era conosciuto come Yule e celebrato in modo simile al resto dell’Europa. Tradizionalmente Yule si riferisce non solo al giorno di Natale ma, alla stagione festiva ad esso associata, che inizia prima del giorno di Natale e continua fino a dopo il nuovo anno.

Nel 1560 la Scozia, si separò dalla Chiesa cattolica e questa spaccatura, provocò un cambiamento nel pensiero religioso. Qualsiasi attività che potesse essere vista come stravagante o come celebrazione di ideali superstiziosi, fu pesantemente disapprovata; questo includeva la celebrazione di Yule.

casa di john knoxs a edimburgo
Foto di Glenn McNaughton

Il sentimento anti-cattolico era alto. John Knox, il leader del movimento presbiteriano, bandì la celebrazione del Natale nel 1580. Intese la festa come creata dalla Chiesa cattolica e la scoraggiò, favorì invece, la continuazione di Hogmanay, come un momento per celebrare nuova vita.

Tuttavia ci sono molti racconti su persone che hanno continuato a festeggiare il Natale, rischiando multe o pene detentive. Nel 1583 per esempio, il Kirk di Glasgow della Cattedrale di San Mungo, ordinò la scomunica di coloro che celebravano Yule, mentre in altre parti della Scozia, persino intonare un canto natalizio, era considerato un grave crimine. Questo clima alla fine portò all’atto del Parlamento scozzese del 1640, che abolì ufficialmente “Yule”.

callander house, albero di natale

Il divieto di festeggiare il Natale, ha avuto inizio nel XVI secolo e anche Oliver Cromwell, ebbe la sua parte in questo, portando al bando del Natale nel 1647. Il divieto è rimasto in vigore ufficialmente, solo per 16 anni, fino alla morte di Cromwell.

Fu abrogato nel 1712 ma, la Chiesa presbiteriana continuò a disapprovare le celebrazioni festive. Le punizioni per chi celebrava Yule erano dure e non c’era una festività pubblica per il popolo scozzese, il giorno di Natale.

Tuttavia, quando il resto del Regno Unito ha reintrodotto le celebrazioni natalizie, la Scozia ha preferito continuare con il divieto, per motivi Religiosi. La Chiesa presbiteriana, la più diffusa in Scozia, ha continuato a scoraggiare la celebrazione di questa ricorrenza, riservando pene piuttosto severe, a tutti coloro che provavano a ribellarsi al divieto.

Per questo motivo i festeggiamenti del Natale in Scozia, sono rimasti fuorilegge per oltre 400 anni. Che ci crediate oppure no, il giorno di Natale divenne un giorno festivo solo nel 1958, e il Boxing Day (ovvero il 26 dicembre) nel 1974. La gente era abituata a lavorare il giorno di Natale.

castello di edimburgo con la neve

L’abrogazione del Natale ha significato per gli scozzesi focalizzarsi sul Capodanno “Hogmanay” che, con il passare del tempo, è diventato il grande ed eccitante festival che tutti conosciamo oggi. “Non possiamo avere il Natale, avremmo il capodanno!”.

Sembra che molte usanze, infatti, furono traslate dall’una all’altra festa, per evitare punzioni e divieti. Questa foto l’abbiamo scattata durante il nostro ultimo viaggio, era il 28 dicembre e Edimburgo, si stava già preparando per la grande festa di Hogmanay, come potete vedere. Palco e spettacoli, a ridosso del castello.

Dopo secoli di cambiamenti sociali, religiosi e politici, il Natale in Scozia è diventato ai giorni nostri, una celebrazione davvero unica.

callander house, cucina

Qual’è stato il risultato di questo ritardo culturale nel celebrare il Natale?

Alcuni ritengono che questo prolungato divieto, possa aver causato un mancato sviluppo di tradizioni natalizie, proprie degli scozzesi. La maggior parte delle usanze natalizie, sembrano, infatti, risalire al XIX secolo ed in parte, sono state prese in prestito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti.

Altri invece sostengono, che pensare questo sia estremamente sbagliato. Molte usanze, sia vecchie che nuove, sono sopravvissute al divieto e al periodo post-riformista e sono riemerse, anche se dopo 400 anni. Tu che cosa ne pensi? Andiamo a vederle più nel dettaglio.

Tradizioni natalizie scozzesi

Il Natale degli scozzesi oggi è un evento mondano, fatto di occasioni per mangiare, bere e stare con gliamici. Dura un mese, se non di più. I festeggiamenti vengono anticipati ogni anno e lo spirito natalizio è nell’aria già all’inizio novembre.

I negozi iniziano a proporre i primi saldi, come il Black Friday che conosciamo tutti, le strade vengono costellate di luminarie ed i primi mercatini natalizi, iniziano ad addobbare e colorare le strade.

Prima di iniziare a vedere le varie tradizioni, facciamo una precisazione importante: le tradizioni, in Scozia, sono legate ad una diversità geografica e presentano delle differenze. Nelle Lowlands sono state influenzate dagli inglesi, nelle Highlands dai vichinghi e nelle Ebridi, dagli irlandesi.

Tutta questa diversità, si sovrappone e sopravvivono ancora oggi, quindi teniamo bene a mente questa premessa, mentre leggiamo. E’ possibile che non tutte queste tradizioni siano presenti in ogni area della Scozia e, che siano vissute e sentite in modo differente.

albero di natale, cattedrale di St Giles

L’albero di Natale

Iniziamo con la tradizione dell’albero di Natale, ovviamente significativo per questa festa, che nei tempi antichi era di ginepro e vischio e, decorava le case degli altopiani. La sua presenza era un segno del tanto ricercato verde, che gli scozzesi agognavano, durante i lunghi mesi invernali. Il colore verde cambia di significato a seconda delle regioni però, è sempre associato al soprannaturale (fate e folletti). Il soprannaturale appartiene alla Natura, quindi è rappresentato dal verde.

Le case venivano decorate con la vegetazione: nell’entroterra, più che altro i sempreverdi ma, sulla costa, potevano essere usate anche le alghe. I rami dell’albero di Rowan, venivano appesi sopra gli architravi e le mura della casa, per proteggersi contro i “Good Folk”, che si diceva, fossero attivi in questo periodo dell’anno e, pronti a causare problemi a chiunque non avesse preso le dovute precauzioni.

pane yule
foto credit

Il pane di Yule

Una delle tradizioni natalizie, per celebrare il solstizio d’inverno, che fu bandita per tanti anni riguarda la cottura del pane di Yule, fatto con semi di cumino. Il pane di Yule, simile ad un “bannock”, assomiglia un pò ad una corda intrecciata, disposta in un cerchio. C’è tanto folklore e molta simbologia dietro questa tradizione e, non tutte le informazioni che ho raccolto, sono congruenti.

La pagnotta rotonda rappresenta il sole, i semi di cumino, invece, hanno diversi significati. Quando vengono aggiunti agli oggetti, impediscono che siano rubati o smarriti e sono stati usati per creare anche ciondoli d’amore. Spesso, in passato, venivano lasciati anche sotto i letti dei neonati. Si pensava che in questo modo, gli spiriti, costretti a contare i semi, non portassero via i bambini.

Un’antica tradizione era quella di cuocere un pane di Yule, per ogni membro della famiglia e, chiunque trovi un ciondolo nel suo pane, riceverà buona fortuna per il resto dell’anno. Questo pane non va mangiato subito, ma conservato, per essere mangiato il giorno di Natale. Se il pane si spezza è considerato segno di sfortuna per l’anno a venire, se invece si riesce a mantenerlo intatto, se ne può conservare un pezzetto come portafortuna.

pane di yule

Si usa lasciare una candela nel mezzo del cerchio del pane, facendola bruciare per tutta la notte.

Ai fornai, nel periodo del divieto, veniva chiesto di denunciare e segnalare, chiunque chiedesse ancora di cuocere il pane di Yule. Se siete curiosi sugli ingredienti e la preparazione di questo pane, potete dare uno sguardo a questo link.

Christmas crackers

Altra usanza è quella nota come “Christmas crackers”. Niente che si mangia, tutt’altro! Questi crackers hanno l’aspetto di una grossa caramella, all’interno della quale va “nascosto” un regalino. Si aprono tirandoli alle estremità e fanno un piccolo botto, dovuto al cracker snap ovvero al “bastoncino di carta” che si trova al suo interno. Di solito vengono messi in tavola, ne avete mai aperto uno? Noi no purtroppo, perchè come vi abbiamo già detto, non abbiamo trovato posto per mangiare a Natale l’anno scorso!

regalo di natale

La divinazione

era una volta un’usanza molto popolare. Gli scozzesi si rivolgevano spesso alla divinazione per predire il futuro. Il Natale non ha fatto eccezione (specialmente durante il periodo del divieto)! Durante lo Yuletide, i giovani ragazzi si pungevano i pollici con i bordi taglienti delle foglie di agrifoglio. Si riteneva che ogni goccia di sangue rappresentasse un anno di vita.

Il giorno della vigilia di Natale, una persona ancora single, incrinava un uovo e faceva cadere il suo contenuto in una tazza. La forma del bianco d’uovo che si creava dopo la rotture, determinava la professione del possibile innamorato. L’uovo veniva poi mescolato in una torta e, se la torta si rompeva durante la cottura, la persona avrebbe avuto sfortuna nel prossimo anno a venire.

Altra usanza era quella di Spazzare le ceneri del camino e leggerle, come un indovino legge le foglie di tea.

Molti scozzesi, piantavano davanti alla loro casa uno dei quattro alberi sacri (Rowan, nocciolo, betulla bianca o frassino) oppure, ne portavano un rametto appuntato al petto, per tenere lontani gli spiriti maligni.

legna che brucia

Il 21 dicembre, nel giorno del solstizio, la famiglia si riuniva, per spegnere il fuoco, che veniva poi riacceso, per marcare il ritorno della luce e la fine dell’anno.

Era considerata la peggiore delle sfortune, far spegnere il fuoco! Dopotutto, conosciumo tutti, le superstizioni prevalenti delle Highlands, di un tempo.

candele alla finestra

Posizionare candele alla finestra

Nei paesi scandinavi, il giorno di Santa Lucia, ovvero il 13 dicembre, si usava spegnere tutti i fuochi della casa la sera prima e, la mattina del 13, la figlia più giovane della famiglia, indossando una coroncina con delle candele accese sopra, andava a svegliare i famigliari, uno per uno, accendendo le loro candele.

In Scozia, la candela veniva messa sul black bannock, una sorta di torta alla frutta, compressa e pesantissima, che si faceva in ottobre. Il black bannock, insieme a whisky e al carbone (o torba), veniva portato come augurio nelle case dei vicini durante il “First Footin”. La sera dell’ultimo dell’anno (prima era il 6 gennaio, come da calendario celtico, poi è diventato il 31 dicembre), tutti lasciavano le luci accese e le porte di casa aperte, così che i vicini potessero andare di casa in casa, portando i 3 doni e stando svegli fino al mattino.

Accendere una candela alla finestra è anche un modo per dare il benvenuto a uno sconosciuto nella notte. Onorando la visita di uno straniero nella notte, si onora la Sacra Famiglia, che ha cercato rifugio la notte della nascita di Cristo.

Christmas cards

Altra tradizione è quella delle Christmas cards, un’usanza sia inglese che scozzese. Riguarda lo scambio/spedizione di lunghi biglietti di auguri, con un resoconto sull’anno appena passato e buoni auspici per l’anno che verrà. Più che bigliettini sono vere e proprie lettere! Anche voi lo fate? A me piace tanto questa tradizione, che la mia famiglia coltiva da quando sono bambina!

Sembra che l’idea del biglietto, per scambiarsi i migliori auguri per un nuovo anno, venne promossa a Edimburgo, dallo stampatore ed editore di Leith, Charles Drummond, nel 1841. Le carte specificamente destinate ad un “Buon Natale” sono state inventate dall’inglese Sir Henry Coleun paio di anni dopo.

biglietto di natale

Intrattenimento

Per quanto riguarda l’intrattenimento, c’è una vecchia pratica dell’800, ormai abbandonata, che merita di essere raccontata, perchè è curiosa. Circa un mese prima delle vacanze, veniva nominato un membro della famiglia che si occupa delle festività natalizie. In passato questo individuo era chiamato “The Abbot of Unreason” ed era responsabile dell’intrattenimento e della festa. Prima che venissero banditi da un atto del Parlamento, supervisionavano le attività in famiglie numerose, nei tribunali e in città.

cavallo in riva al mare
foto – Glenn McNaughton

Usanze degli agricoltori

Gli agricoltori, a volte, andavano nella stalla, la vigilia di Natale, per leggere un capitolo della Bibbia al loro bestiame e ai loro cavalli, per proteggerli dal male per l’anno a venire. Agli animali inoltre, veniva offerta una colazione speciale a Natale e, i proprietari di bestiame, nutrivano gli animali con le proprie mani, il mattino di Yule.

A Uist

Era tradizione che la mattina del Natale, i vecchi chiedessero ai più giovani di remare le loro barche lontano dalla riva con 707 colpi di remo, prima di lanciare le reti nell’acqua. II pesci catturati in questa occasione, venivano poi dati ai poveri o agli anziani, come omaggio a San Pietro, re dei pescatori.

The first footing

ovvero “Il primo passo/visitatore” era una tradizione natalizia, che poi si legò sempre più al Capodanno. Come vi ho descritto poco sopra, era usanza che la prima persona a visitare la casa nell’anno nuovo, non arrivasse mai a mani vuote, ma portasse doni: bannock, whisky e torba (o carbone).

xmas jumer day
instagram – @nuffieldhealthelford

Christmas Jumper day

Infine va nominato il #ChristmasJumperDay in cui, un bel giorno di dicembre, si decide in modo autonomo di farsi bersaglio delle prese in giro di amici e colleghi, andando tutti al lavoro indossando capi imbarazzanti, a chiaro tema natalizio. Abbiamo visto diverse persone indossare maglioni come questi durante il periodo natalizio. Trovo che l’idea si carinissima!

cucina, impasto per dolce

Un’altra tradizione natalizia ci è stata raccontata a Callander house e riguarda il Christmas pudding. Questo dolce, va mescolato da tutti i membri della famiglia guardando fuori dalla finestra, per 3 volte in senso orario (o antiorario, non ricordo esattamente) dopo di che, si può esprimere un desiderio. Presto vi saprò dire se il mio si è avverato o meno.

Stando alle informazioni raccolte, sembrerebbe, che indipendentemente dagli effetti che la riforma ha avuto sul Natale, le tradizioni esistono ancora in Scozia. Alcune sono cambiate, altre sono differenti da regione a regione, altre ancora potrebbero sembrare un pò particolari ma, rimangono comunque nei ricordi degli scozzesi in tutto il mondo. Abbracciarne solo alcune o adattarle alla propria visione della tradizione scozzese del Natale, farà in modo che non scompaiano mai veramente.

Ps. Se conosci qualche altra tradizione o, se alcune delle informazioni che abbiamo raccolto, sono inesatte, ti preghiamo di segnalarcelo, commentando qui sotto, oppure mandandoci una mail a scoziaontheroad@gmail.com – Grazie.

Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2018. Le foto prese da Instagram, riportano i nomi dei rispettivi proprietari in calce, le altre non nostre sono con licenza CC0. Vietato ogni uso.

6 comments on “Natale in Scozia: tradizione, storia e usanze”

    1. Ciao Gina, grazie!! C’è stata davvro tanta ricerca dietro ed ho chiesto qualche chiarimento anche ad alcuni amici scozzesi, per imparare qualcosa di più. Ci piacerebbe approfondire di più, abbiamo trovato qualche libro molto interessante … se lo trovo 🙂

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